Strage di Cursi: le famiglie delle vittime donano un monumento alla comunità

Sabato il taglio del nastro nei pressi della rotatoria sulla via che conduce a Melpignano. L’idea nata dai coniugi di Maria Assunta Quarta e Francesco Antonio Marti che, assieme al giovane Andrea, persero la vita esattamente un anno addietro

Il monumento donato alla comunità di Cursi.

CURSI – Sarà impossibile non notare quel monumento, inaugurato sabato pomeriggio per commemorare per sempre le vittime della strage di Cursi. Altrettanto irremovibile il ricordo di quel maledetto 28 settembre del 2018 in cui, in via Tevere, persero la vita tre innocenti, sotto la follia omicida di Roberto Pappadà, un 57enne del posto che aprì il fuoco contro i vicini di casa.

Persero la vita Andrea Marti, di 36 anni, il padre Francesco Antonio di 63 e la zia materna Maria Assunta Quarta, 55enne: quest'ultima, gravemente ferita, spirò durante il trasporto in ospedale. Un’installazione è stata donata dai sopravvissuti, vittime a loro volta perché amputati degli affetti più veri: il marito di Maria Assunta – Fabrizio Leo- e Fernanda Quarta, moglie di Francesco e madre di Antonio, hanno infatti pensato a questo monumento come tributo a tutte le vittime di violenza per far riflettere l'intera comunità.

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Il taglio del nastro nella giornata di ieri, nei pressi della rotatoria sulla strada che collega Cursi a Melpignano. Proprio nel giorno in cui ricorreva il primo anniversario di quell’incubo. Alle 20 è stata anche celebrata la santa messa da parte di Don Gigi Gualtieri, che ha poi preceduto una fiaccolata in memoria delle tre vittime e di tutti coloro che sono morti per futili motivi, strappati alla vita per quella cieca follia capace di offuscare in un istante la ragione.

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