Morì a 17 anni dopo la caduta dal lucernario, al banco degli imputati preside e professore

Si aprirà il 12 giugno il processo in abbreviato per la dirigente scolastica della succursale del “De Giorgi”. Il docente di educazione fisica sarà giudicato in ordinario a partire dal 2 maggio

LECCE - Saranno due i processi finalizzati a chiarire eventuali responsabilità sulla morte di uno studente di 17 anni, Andrea De Gabriele, avvenuta l’8 gennaio del 2014 , dopo essere precipitato nel lucernario della scuola, la succursale del Liceo scientifico De Giorgi di Lecce, in via Pozzuolo, nel tentativo di recuperare un giubbotto.

Lo ha stabilito il giudice Carlo Cazzella, al termine dell’udienza preliminare, accogliendo la richiesta avanzata dalla dirigente scolastica Giovanna Caretto, 58 anni, di Surbo, di essere giudicata con il rito abbreviato che si aprirà il 12 giugno e fissando al 2 maggio l’inizio del processo ordinario per il professore di educazione fisica Giuseppe Casilli, 66, di Cavallino (difeso dall’avvocato Luigi Covella).

Oggi, la preside ha depositato (attraverso il difensore Stefano De Francesco) due consulenze di parte a dimostrazione dell’avvenuto rispetto delle norme di sicurezza.

In aula, ci saranno come parti civili i familiari del ragazzo (con gli avvocati Francesca Conte, Simone Potente, Luigi Corvaglia e Gaetano De Mauro) e come responsabili civili il Miur (Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca) e la Provincia di Lecce, proprietaria dell’immobile, dove si verificò il tragico incidente.

Dopo due istanze di archiviazione, il procedimento subì un’accelerata in seguito alla decisione (il 21 maggio 2015) del gip (giudice per le indagini preliminari) Vincenzo Brancato di accogliere l’opposizione dei familiari alla chiusura del caso e di disporre nuove indagini. 

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Commenti (1)

  • "Arbitrariamente, contravvenendo a qualsivoglia disposizione o consegna, scavalcava la recinzione del lucernaio, cadendoci dentro". Così fosse, se cioè ha agito arbitrariamente e contro ogni regolamento, non ci sono avvocati che tengano. Hai voglia te di tirare in ballo mezzo foro di Lecce. I tutori infatti non possono essere responsabili della follia dei gesti, improvvisi e imprevedibili. Altro discorso sarebbe se l'insegnante gli avesse detto " arrangiati". Ma qui bisognerebbe ascoltare i presenti.

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