Morte in discoteca, domani l'autopsia sul 19enne. Guendalina: serata annullata

Bisognerà attendere gli esiti dell'autopsia per stabilire le cause della morte di Lorenzo Toma. Oggi pomeriggio il sostituto procuratore Stefania Mininni ha conferito al medico legale Alberto Tortorella l'incarico di eseguire l'esame autoptico, previsto per la mattinata di domani. La famiglia di Lorenzo ha nominato come consulente un cardiologo

Il Guendalina la notte della tragedia.

LECCE – Il tempo sembra essersi fermato sul Guendalina. Avvolta in una cappa di afa, sotto un cielo cupo e grigio, la discoteca appare quasi spettrale, lontana anni luce dalla grande festa di sabato sera. Sono trascorse poco più di 24 ore dalla morte di Lorenzo Toma, il ragazzo di 19 anni colto da malore all’interno del locale di Santa Cesarea. Ore di lacrime e di dolore per una giovane vita spezzata, di indagini e accertamenti, ipotesi e teorie, di interrogativi e prime risposte.

Il 12 agosto il Guendalina rimarrà chiuso, come ha annunciato Carlo Spagnolo, uno dei gestori del locale. Annullata dunque la serata (programmata in realtà già da mesi) in onore del Cocoricò, il locale chiuso per quattro mesi dopo la morte di Lamberto Lucaccioni, il 16enne di Città di Castello (Perugia) ucciso il 19 luglio scorso da un’overdose di ecstasy. “E’ come se fosse morto uno di noi – ha commentato Spagnolo –, ho ancora negli occhi il dolore degli amici di Lorenzo. Continueremo a collaborare con le forze dell’ordine come abbiamo sempre fatto e accetteremo qualsiasi decisione adottata dalle istituzioni”. La direzione della discoteca sta valutando l’ipotesi di installare alcune videocamere all’interno della discoteca e si doterà di una postazione fissa per i soccorsi.

Bisognerà attendere gli esiti dell’autopsia per stabilire le cause della morte del 18enne. Oggi pomeriggio il sostituto procuratore Stefania Mininni ha conferito al medico legale Alberto Tortorella l’incarico di eseguire l’esame autoptico, previsto per la mattinata di domani. La famiglia di Lorenzo, assistita dall’avvocato Renata Minafra, ha nominato come consulente un cardiologo.  Un passo fondamentale per capire cosa abbia provocato la morte di un ragazzo giovane, apparentemente in buona salute, che sognava di diventare ingegnere e amava trascorrere le serate con gli amici, in quell’età in cui uscire di casa e correre incontro alla vita è quasi un dovere. L’autopsia dirà cosa abbia provocato la morte del 18enne, e se Lorenzo abbai assunto un mix letale di alcol e droghe.

Le indagini proseguono senza sosta. I carabinieri hanno ascoltato per ore gli amici della vittima e le persone presenti all’interno della discoteca al momento della tragedia. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti le prime richieste di aiuto sono giunte attorno alle 6.40 di domenica mattina. Diverse le telefonate al 118, anche discordanti tra loro sulla gravità e su cose stesse accadendo all’interno del locale. La prima ambulanza, una postazione India (con infermiere a bordo), è partita da Poggiardo (il luogo più vicino secondo quanto previsto dalla legge) ed è giunta a destinazione dopo circa 16 minuti, dovendo fare i conti con la difficoltà di raggiungere il 18enne. Il personale del 118 ha provato in ogni modo a rianimare il ragazzo, sottoposto per quattro volte a defibrillazione. Circa quaranta minuti dopo la prima chiamata (alle 7.20) è arrivata la seconda ambulanza partita dall’ospedale di Scorrano (una postazione Mike con medico a bordo), che come nel primo caso ha dovuto faticare non poco per raggiungere il piazzale del Guendalina (più volte dall’ambulanza hanno comunicato alla centrale le difficoltà a raggiungere la destinazione). Alle 8, il medico in servizio sulla seconda ambulanza, ha dovuto costatare il decesso di Lorenzo.

La Procura e i carabinieri stanno passando al setaccio ogni elemento utile a stabilire cosa sia successo nelle ore e nei minuti prima del malessere. Il 18enne avrebbe accusato un primo malore da cui si sarebbe ripreso, per poi perdere conoscenza. Al vaglio degli inquirenti numerosi video ripresi con gli smartphone all’interno della discoteca. Il 18enne, secondo il racconto di alcuni amici, avrebbe bevuto “da una bottiglia di Lemonsoda” posizionata su uno dei tavolini delle salette del locale, e poi si sarebbe sentito male.

20150810_142340_resized-2-2-2I carabinieri hanno sequestrato numerose bottiglie all’interno de locale, difficile però stabilire se fra queste vi sia anche quella usata dalla vittima. Saranno analizzati anche i vestiti indossati dal giovane leccese. Gli ascolti proseguiranno senza sosta anche nelle prossime ore. Sotto la lente degli investigatori potrebbero finire i giovani pusher arrestati e denunciati dai carabinieri delle compagnia di Maglie sabato sera, proprio all’interno del Guendalina.

Si è riunito in mattinata anche il Comitato per l’ordine e la sicurezza, presieduto dal prefetto di Lecce Claudio Palomba. “E’ prematuro parlare di provvedimenti sotto il profilo amministrativo – ha spiegato il prefetto – con la Procura stiamo procedendo in perfetta sinergia e bisognerà attendere l’esito dei risultati medico-legali prima di fare qualsiasi ipotesi”. Sotto la lente di prefettura e forze dell’ordine il rispetto delle regole all’interno del Guendalina. Innanzitutto degli orari di chiusura, la legge prevede come limite le 4, con un’ora di tolleranza per consentire il deflusso della gente. Secondo i primi riscontri, però, alle 6.40 il locale era in piena attività (la serata era partita in ritardo). Altri fattori importanti sono la capienza e l’accessibilità dei mezzi di soccorso.

Sul fronte della sicurezza il prefetto ha annunciato, come richiesto, l’arrivo di alcuni rinforzi per la settimana di Ferragosto, per cui è prevista un’affluenza record di turisti e vacanzieri. Tra il 12 e il 16 agosto vi saranno tra le forze dell’ordine 140 elementi in più, in modo da consentire maggiori controlli e una presenza straordinaria su tutto il territorio.

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