Morte sospetta dopo l'intervento del 118, disposta l'autopsia. Quattro gli indagati

Sarà riesumata venerdì prossimo la salma di Francesca Caiulo, la donna leccese deceduta a luglio scorso in circostanze poco chiare, tanto da spingere il sostituto procuratore Donatina Buffelli, titolare del procedimento, ad affidare al medico legale Roberto Vaglio l'incarico di eseguire l'esame autoptico

LECCE – Sarà riesumata venerdì prossimo la salma di Francesca Caiulo, la donna leccese deceduta a luglio scorso in circostanze poco chiare, tanto da spingere il sostituto procuratore Donatina Buffelli, titolare del procedimento, ad affidare al medico legale Roberto Vaglio l’incarico di eseguire l’esame autoptico. L’autopsia, infatti, dovrà stabilire se il decesso sia da imputare a “colpa consistita nel non aver prestato l’assistenza dovuta mentre intervenivano al domicilio della persona offesa in qualità di personale infermieristico e medico di ambulanze”.

Sono quattro i nomi iscritti nel registro degli indagati per omicidio colposo. Si tratta di infermieri e un medico in servizio presso il 118. A dare avvio alle indagini la denuncia presentata dai famigliari della vittima. Secondo quanto scritto nella denuncia, il 9 luglio scorso la donna avrebbe accusato un malore, tanto da richiedere l’intervento di un’ambulanza del 118. Giunti sul posto, però, i sanitari avrebbero ritenuto non gravi le condizioni della donna, tanto da non ritenere necessario il ricovero presso una struttura ospedaliera. Poco dopo le condizioni della Caiulo sarebbero nuovamente peggiorate, tanto da richiedere l’invio di una seconda ambulanza che, giunta sul posto, non avrebbe potuto fare altro che constatare il decesso.

Ipotesi e tesi che saranno ora vagliate dagli inquirenti e che potrebbero trovare riscontri o essere confutate dall’autopsia. Si tratta, infatti, di un atto a garanzia dei denuncianti ma anche degli indagati, che possono nominare un consulente di parte. Proprio in questo senso l’iscrizione nel registro degli indagati (assistiti dagli avvocati Giovanni Battista Cervo e Anna Pecora) è un atto dovuto. 

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