Morto Giovanni Semeraro, il patron che ha portato il Lecce dentro il calcio moderno

Aveva 82 anni. Raccolse le briciole di un club in crisi e scrisse una lunga pagina tra serie A e cadetteria. Oggetto più di una volta di forti contestazioni, decise di lasciare dopo la tentata combine del maggio 2012

Giovanni Semeraro in una foto che risale al 2012.

LECCE - L'ex imprenditore, azionista di maggioranza della Banca del Salento e patron dell'Us Lecce, Giovanni Semeraro, è deceduto intorno alle 13. Aveva compiuto a gennaio 82 anni. La sera del 7 luglio era stato ricoverato al "Vito Fazzi" di Lecce, in seguito a un malore. All'esito dei controlli gli era stato diagnosticato uno scompenso cardiaco e, complessivamente, il quadro clinico era giudicato complicato anche per la presenza di una patologia pregressa. Complicazioni a livello polmonare avrebbero definitivamente compromesso la situazione. Lascia la moglie Elena Galluccio e i figli Ginevra, Pierandrea, Rico e Monica, gli ultimi tre avuti dalla prima consorte, Marisa Cappato. Il funerale si terrà domenica mattina, alle 9.30, nella chiesa di San Matteo. 

Nella memoria collettiva la vicenda dell'uomo si interseca con quella del proprietario della squadra di calcio, portata in due anni dalla serie C alla A. I suoi furono quasi 20 anni di gestione (dal 1994 al 2012), con molte tappe esaltanti (dai successi con Gian Piero Ventura e Delio Rossi al calcio spettacolo con Zdenek Zeman) e alcune ombre. La più pesante, l'ultima, quella che comportò la retrocessione d'ufficio in C per una tentata combine - così ha stabilito la giustizia sportiva - relativa alla partita Bari-Lecce del maggio del 2011 (in quella fase il presidente era il secondo figlio, Pierandrea).

Più in generale è stato colui che ha introdotto il club nella fase del calcio moderno, quello del progressivo predominio delle tv, quello delle gestioni manageriali e delle plusvalenza, aspetti che gli sono valsi un rapporto infuocato con la parte più radicale della tifoseria salentina la quale, in più passaggi, lo aveva duramente contestato. La sua ultima apparizione come patron dell'Us Lecce è stata il 22 maggio del 2012, quando annunciò il passaggio di consegne alla famiglia Tesoro.

Nonostante le precarie condizioni di salute, Giovanni Semeraro anche in questi ultimi anni ha seguito molte delle partite dei giallorossi fino alla promozione scaturita al fischio finale di Lecce-Spezia. Un risultato che in un certo senso, ha chiuso una ferita che aveva prodotto lacerazioni profonde tanto nell'uomo che prese il Lecce sull'orlo del baratro che nella tifoseria, umiliata da una vicenda che non avrebbe meritato di attraversare.

Poco dopo le 14 l'Us Lecce ha diffuso una nota di cordoglio: "Giovanni Semeraro ha scritto pagine indelebili della storia del calcio leccese. I risultati sportivi sotto la sua gestione hanno consolidato e rafforzato la notorietà del club a livello nazionale. Tutta la famiglia dell’Us Lecce si stringe attorno al dolore che ha colpito la famiglia Semeraro".

Tra i primi a ricordare la figura di Giovanni Semeraro è stato il sindaco di Lecce, Carlo Salvemini, attraverso un post. Il primo cittadino ha ricordato, oltre al rapporto di amicizia che legavano lo scomparso a suo padre, Stefano, la mitezza di Semeraro: "Come tutte le biografie importanti anche la sua è stata segnata da gioie e amarezze, successi e delusioni. mai è venuto meno al suo modo di stare al mondo, caratterizzato da educazione, stile, comprensione. Neanche quando il suo nome - per lungo tempo osannato dai tifosi - è poi divenuto oggetto di cori di scherno; neanche quando - e parlo di una vicenda nella quale ci siamo trovati nostro malgrado contrapposti - ha affrontato dolorose vicende giudiziarie. È rimasto sempre e sino all’ultimo un uomo mite, generoso, attento".

Il riferimento di Salvemini è alla vicenda nota come "Studium 2000" dal nome del sito universitario - che sorge attiguo al Parco di Belloluogo - oggetto di inquinamento nella falda per infiltrazioni originatesi nell'ex Apisem, deposito di carburanti che era di proprietà della Semeraro Rg, dismesso dal 1997. Semeraro in Corte di Cassazione si è visto prescrivere il reato di avvelenamento colposo, con la conferma invece della condanna per mancata comunicazione dell'evento inquinante alle autorità competenti (pena sospesa). Sul versante politico fu proprio Salvemini, nel 2012, a dare visibilità pubblica alla storia, iniziata quando alcuni residenti della zona iniziarono ad avvertire odori nauseabondi. Nel novembre scorso, in seguito ai monitoraggi condotti da novembre 2017 a luglio 2018 da Arpa Puglia, il sindaco ha firmato un'ordinanza di sgombero dell'abitazione della famiglia Pellegrino.

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