Muore in ospedale il 37enne ferito in un agguato a colpi di pistola

Manuel Cesari di Melissano era stato colpito da tre proiettili nella tarda serata del 21 marzo, mentre stava consumano un panino nei pressi di un gazebo. Ora si indaga per omicidio doloso in una vicenda ancora poco chiara

Il luogo dell'agguato.

MELISSANO – Il suo cuore ha cessato di battere questa mattina. Manuel Cesari, 37enne di Melissano, è morto nel reparto di Rianimazione dell’ospedale “Ferrari” di Casarano, dov’era ricoverato dalla notte fra il 21 e il 22 marzo, in seguito a una sparatoria.

Bersagliato dai colpi (tre a segno su più esplosi nella circostanza), era stato poco dopo ricoverato e sottoposto a un delicato intervento chirurgico. I proiettili avevano trafitto basso ventre, gamba e gluteo. Si pensava nelle prime ore che la vita non fosse in pericolo. Lui stesso era ancora lucido, al momento dei soccorsi. Ma ora le indagini del Nucleo investigativo di Lecce si fanno ancora più fitte. E proseguono per il reato di omicidio doloso.  

L'agguato attorno alle 23 di notte

Erano da poco passate le 23 del 21 marzo quando Cesari, personaggio noto alle cronache giudiziarie, mentre consumando un panino nei pressi di un gazebo allestito dal gestore di un fast food mobile, in via Enrico Berlinguer, era stato colpito dai proiettili esplosi da un’autovettura. Dentro, due persone, per quel poco che hanno riferito i testimoni ai carabinieri.

A soccorrere Cesari, accasciatosi nella brecciolina attorno al gazebo in una pozza di sangue, è stato un passante, che l’ha caricato in auto e l’ha portato in ospedale. In mano agli investigatori non c’è molto. Frammenti di proiettili ritrovato nel selciato. E si può immaginare che siano stati ascoltati diversi soggetti della cerchia di Cesari. Nelle vicinanze non ci sono videocamere. E per ora il movente di quest’efferato omicidio resta nell’ombra.

Diversi fatti di sangue nella sua vita

Di certo, Cesari aveva un carattere che nel tempo l’aveva portato già a diversi altri fatti di sangue. Nel giugno del 2008 fu ferito con una coltellata sul lungomare di Torre San Giovani, frazione marittima di Ugento. Si sospettò all'epoca su tre ragazzi molto giovani. Sempre Torre San Giovanni, poi, fu stato scenario di un altro grave episodio risalente alla fine dell’estate del 2010. Insieme con un complice, Cesari, dopo un diverbio con altre due persone, padre e figlio di Ugento, ferì il giovane prima con un pestaggio, poi con un colpo di pistola.

Anche se quei casi lontani nel tempo non sono associabili a quanto avvenuto in questi giorni, testimoniano, però, di trascorsi turbolenti, con le armi a fare spesso da padrone nelle contese, pure per motivi futili. Quasi un presagio della fine che avrebbe fatto. E ora, bisona capire chi volesse Cesari morto e perché.

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