Oltre un secolo di polizia scientifica: le stragi, gli omicidi, i grandi eventi di piazza

Dal 23 al 25 gennaio una mostra fotografica presso l'ex Convitto Palmieri, con materiale di carattere nazionale e un focus sulla storia recente del Salento

Il questore Leopoldo Laricchia.

LECCE – Lo sguardo accurato della polizia scientifica intreccia la storia del Paese: omicidi, eventi pubblici, stragi, fotosegnaletiche di illustri criminali, ma anche di politici e oppositori del regime fascista che pagarono col carcere e il confino la loro fede in uno stato liberale e democratico. Poi il focus salentino, con gli scatti dell’omicidio di Salvatore Padovano (2009), le visite dei pontefici Benedetto XVI (2008) e Francesco (2018), gravi incidenti come la caduta di un ultraleggero precipitato nella periferia leccese (2010), i grandi eventi come la Notte della Taranta e le manifestazioni e le proteste contro il gasdotto Tap.

Dal 23 al 25 gennaio a Lecce, presso il colonnato del chiostro dell’ex Convitto Palmieri (piazzetta Carducci), si potrà visitare la mostra fotografica “Frammenti di Storia. L’Italia attraverso le immagini e i sopralluoghi della Polizia Scientifica”. Sulla piazzetta saranno dislocato due mezzi specializzati: il “Full Back” con tutte le attrezzature di ultima generazione necessarie per il sopralluogo, ed il “Moving Lab”, laboratorio mobile della polizia scientifica attrezzato anche per il fotosegnalamento ed il riconoscimento facciale. All’inaugurazione sarà presente il direttore del Servizio Centrale di Polizia Scientifica, Fausto Lamparelli, il medico e scrittore Piero Grima e Giuseppe Pascali, scrittore e giornalista de “La Gazzetta del Mezzogiorno”.

La manifestazione, che è stata presentata questa mattina dal questore Leopoldo Laricchia in conferenza stampa, ha una dedica speciale, quella per l’assistente capo di polizia Gaetano Fuso e per sua moglie, Giorgia. I due hanno sviluppato progetti di solidarietà a favore di persone affette da grave disabilità: uno, denominato “Dalla Terrazza. Tutti al mare”, e l’altro “Tutti in camper”, per superare le barriere che impediscono ai disabili gravi di accedere in spiaggia o di viaggiare. Fuso vive in prima persona l’esperienza della malattia invalidante da alcuni anni, ma da quando è stato costretto a lasciare il suo lavoro presso il commissariato di Galatina, dove era in servizio proprio presso il posto di fotosegnalamento, ha indirizzato tutti i suoi sforzi e il suo carisma verso la solidarietà.

Sono attese numerose scolaresche per le quali la mostra ha un alto valore didattico: le foto delle stragi di piazza Fontana, a Milano, e di piazza della Loggia, a Brescia, introducono i ragazzi in alcune delle pagine più oscure della storia contemporanea italiana. La vicenda della polizia scientifica italiana inizia nei primi del Novecento con la scuola fondata da Gaetano Ottolenghi. Da allora si è sviluppato un percorso, sempre più accelerato dall’innovazione tecnica e tecnologica, fino ai visori tridimensionali che mostrano la scena del crimine dalla prospettiva dell’autore.  

Il video: la presentazione

Oltre un secolo di storie e di storia, come ha voluto spiegare il questore nella brochure: “Dalla Ronda dei carcerati, celebre dipinto di Vincent Van Gogh, alla moderna polizia scientifica. Dall’intuizione di far sfilare, davanti ai poliziotti, i carcerati per ore ed ore, in un tempo in cui la fotografia non era una tecnologia di uso comune, perché ogni sbirro ricordasse le fattezze fisiche di criminali, che da lì a poco sarebbero stati scarcerati e quindi fosse in grado di controllarne i movimenti ed individuarli in caso di commissione di altri reati, alla dotazione degli strumenti tecnologici più avanzati che coniugano, ormai in modo indissolubile, da oltre un secolo, la polizia alla scienza con quella locuzione formata da sostantivo ed attributo, polizia scientifica, che ci piace molto perché lega l’attività investigativa e di ricerca della prova dei reati all’oggettività del metodo scientifico, che è garanzia di professionalità, imparzialità e trasparenza del modo di procedere dell’attività di polizia. La scienza. Non l’opinione, il pregiudizio o il teorema”.

La polizia scientifica è organizzata in maniera gerarchica: dal servizio centrale dipendono 14 gabinetti regionali o interregionali, 89 provinciali e da questi i posti di fotosegnalamento nei commissariati dislocati sui territori (cinque nel caso della provincia di Lecce). Il responsabile del gabinetto salentino è il vice commissario Nicola Rizzo.

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