Multa notificata ma già archiviata. Il Comune di Lecce condannato alle spese

Singolare la storia emersa durante la discussione di un ricorso davanti al giudice di pace per una sanzione comminata ad una donna. Intanto la commissione Controllo di Palazzo Carafa chiede l'elenco di tutte la cause di lavoro pendenti

LECCE – Nelle prossime ore il Comune di Lecce riceverà la notifica di un precetto di pagamento per una piccola somma di denaro, che avrebbe dovuto liquidare ad una donna nei 120 giorni precedenti in base ad una sentenza del giudice di pace, Raffaele Carluccio, del 25 ottobre scorso. Nello specifico si tratta di 37 euro per spese e 50 per compensi professionali.

Poco male, l’elenco dei creditori di Palazzo Carafa è lungo, ma è piuttosto curiosa la storia che inizia con una sanzione amministrativa della polizia municipale comminata ad una cittadina per violazione del varco al centro storico di via Casale Fornello, traversa di viale De Pietro.

L’automobilista multata ha deciso di ricorrere – con l’avvocato Giuseppe Lombardo - contro la sanzione di 92 euro più 16 di spese, ma, in sede di udienza, c’è stato un evento inatteso: il legale rappresentante del Comune di Lecce ha comunicato che il verbale era stato archiviato perché notificato quando era già scaduto. Ma – è la domanda del legale – cosa sarebbe accaduto se la donna non avesse deciso di ricorrere? Avrebbe ottemperato al pagamento di una sanzione già archiviata proprio da chi l’aveva emessa.

Ben più onerosa è la liquidazione chiesta al Comune dai componenti del suo ufficio legale, che hanno instaurato una causa di lavoro, per propine non corrisposte per circa 900 mila euro complessivi. Sulla vicenda, Antonio Rotundo, presidente della commissione Controllo e Garanzia vuole vederci chiaro e per questo ha chiesto con un’interrogazione a risposta scritta al dirigente del settore Avvocatura, Maria Luisa De Salvo, di conoscere l’elenco dei contenziosi per cause di lavoro e il relativo parere dei legali di Palazzo Carafa, “al fine di individuare per tempo azioni mirate di contenimento dei debiti fuori bilancio”.

L’esponente del Pd fa riferimento anche alla sentenza della seconda sezione del Tar che ha condannato il Comune al pagamento di 70mila euro in favore dell’ex dirigente del settore Mobilità, Sergio Aversa, e di circa 68mila a Raffaele Rapanà, sempre per causa di lavoro.

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