Nasce "No Tap", il comitato salentino contro il gasdotto

Il comitato già presente con un gruppo facebook che in poche ore ha raggiunto il ragguardevole numero di 1000 adesioni si adopererà, informando e sensibilizzando tutti i salentini chiedendo il loro coinvolgimento

 

MELENDUGNO – Nuova Messapia Soleto, Sportello dei Diritti, Idv, Tramontana (Vernole,)  Cambiamo Aria (Melendugno), – Save Salento (Galatina), Coord.Civico (Maglie), Forum Ambiente Salute, e Meetup Leccesi sono le associazioni riunitesi a Melendugno per unirsi nel comitato “No Tap”, “il megagasdotto – si legge in una nota - che si va ad aggiungere ad un altro megagasdotto già autorizzato che approderà nella bella e delicata costa otrantina a ridosso della città dei martiri patrimonio culturale mondiale del Unesco.

Il comitato già presente con un gruppo facebook che in pochissime ore ha raggiunto il ragguardevole numero di 1000 adesioni si adopererà, informando e sensibilizzando tutti i cittadini salentini chiedendo il loro prezioso coinvolgimento, e promuoverà iniziative pubbliche e istituzionali al fine di scongiurare “l'improba possibilità di perpetrare un altro inutile e gigantesco scempio ambientale che andrebbe a compromettere territorio, paesaggio e salute e incolumità dei cittadini, derivante dalla realizzazione della Trans Adriatic Pipeline, il faraonico gasdotto che prevede di portare il gas dal Mar Caspio sino all’Italia meridionale”.

“La multinazionale – si legge ancora - già attiva nei nostri mari da martedì 24 gennaio con il posizionamento di grosse piattaforme visibilissime dalle nostre coste ha avviato i primi sondaggi geoispettivi, che, da quanto riferito da pescatori e cittadini del posto, hanno portato ad una preoccupante interdizione assoluta alla balneazione e all'attività di pesca di una vasta area marina”.

Conclude il comitato: “Un'imponente piattaforma di sondaggio marino è stata fotografata dai cittadini proprio vicino alla costa nei pressi di San Foca , marina di Melendugno, località riconosciuta per gli ambienti naturali e marini di altissimo pregio e di inestimabile valore ambientale, fortemente tutelati per la presenza di tipica macchia mediterranea e soprattutto per la presenza di una ben conosciuta ed estesa prateria di posedonia, pianta fortemente difesa ed essenziale per il mantenimento degli equilibri biomarini e degli ecosistemi costieri, che assieme alla ricca presenza diffusa di resti archeologici di epoca messapico-romana ispezionati e ancora da ispezionare contribuiscono a rendono la zona d’inestimabile valore essenziale per tutte le economie locali vocate al turismo eco-sostenibile e di qualità”.

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Commenti (8)

  • Avatar anonimo di Marco
    Marco

    Ho visto che è presente,nel web,una petizione a proposito! Mi chiedevo,rivolgendomi al comitato,perchè non utilizzare la piattaforma AVAAZ (molto forte in questo campo) per la petizione?

  • Avatar anonimo di ZULU
    ZULU

    Carissimi commentatori paolo e stefano dovete smetterla di fare i VENDOLIANI e magari guardare le cose con una prospettiva diversa e non trainati dal pensiero politico. Tutta l'economia turistica salentina dovrebbe ringraziare l'industria del nord italia e d'europa perchè permette ai suoi dipendenti di poter fare le vacanze nelle acque di san foca. Non esiste solo l'ambiente nel salento ma una drammatica realtà fatta di disoccupazione ,sfruttamento del lavoro,malavita,carenze strutturali,malasanità e tutti i malesseri sociali che ne comportano. L'ambiente non ha aiutato a migliorare le condizioni di vita dei salentini anche perchè buona parte di loro ha levato le tende ed è andata a vivere in territori industrializzati dove poteva garantire un futuro ai suoi figli. Siamo qui a parlare di GASDOTTO quando tre quarti del popolo salentino usa ancora le vecchie bombole di gas per cucinare e scaldarsi. MI ADOPERERò PER FONDARE IL COMITATO 'SI AL GASDOTTO'  

    • Avatar anonimo di Andrea
      Andrea

      tu credi che i profitti di quell'ecomostro andranno a te?ci guadagnrai qualcosa?forse preferisci risparmiare 3 euro al mese sulla bolletta del gas e correre il rischio i una nuova louisiana.in salento abbiamo solo una cosa merevigliosa..il mare.. e tu spari ste cavolate..

    • VENDOLIANO? E' da un pò che mi chiedo come mai da quando Vendola, paladino dell'ambiente, guida la Regione Puglia, il Salento va sempre peggio dal punto di vista ambientale....nessuno mi ha ancora risposto!

  • Avatar anonimo di ZULU
    ZULU

    Consapevole che quello che dico susciterà critiche da parte degli ambientalisti e suoi simili,ma il gasdotto non può essere visto solo come forma di distruzione dell'ambiente marino ma anche come possibilità di occupazione lavorativa e tutti i benefici che ne possano derivare.Le costa e il mare con i suoi fondali sono già deturpati con i yacht che sostano e transitano da una parte all'altra o la pesca di frodo che aumenta per sfamare turisti che con le loro auto parcheggiano nelle macchie mediterranee o ancora i scarichi nel mare di discoteche e ristoranti,i mal funzionanti depuratori dei comuni che di @#?*%$ de mandano a palate. SAREBBE IL MOMENTO DI COSTITUIRE COMITATI DEL SI E MAGARI RAGGIUNGERE LE COSTE DEL BASSO SALENTO CON UNA COMODA E SICURA STRADA A 4 CORSIE. PIù SVILUPPO E MENO CHIACCHERE.

    • Andiamo a chiedere ai cittadini della Basilicata quanti "benefici" hanno ottenuto dai pozzi petroliferi....NESSUNO! Solo distruzione del paesaggio e avvelenamento del terreno. Il Salento è sull'orlo di un precipizio: gasdotto San Foca, gasdotto Otranto, piattaforme petrolifere, solare ed eolico selvaggio. Quando il mondo indistrializzato inizierà a tornare all'agricoltura, alla pesca e all'artigianato locale, perchè questa è la tendenza oggi,  il Salento avrà già buttato al vento un patrimonio che ancora può salvarsi....

    • Quindi, invece di porre rimedio a tutti i problemi da lei citati, tanto vale peggiorare le cose? Io già trovo assurdo che la litoranea, in certi punti, si trovi a meno di 10 metri dal mare! Inoltre credo che la nostra regione contribuisca più che sufficientemente all'approvigionamento energetico nazionale, senza considerare che le royalties che vengono pagate in Italia sono veramente ridicole. La invito a cambiare nickname, sta perpetuando uno stereotipo irrispettoso di un grande popolo sudafricano

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