Nella Londra erotica brilla l'innocenza di Mary Poppins

Mentre domenica mattina, guardando nella credenza, ho constatato con orrore d'aver quasi esaurito la cotognata, contemporaneamente mi sono ricordata dell'ora legale ed il solo pensiero mi ha restituito conforto. Ho spostato le lancette di tutti gli orologi ed ho pensato: "È primavera, le giornate sono più lunghe e più luminose, può bastare per rendere più accettabile l'esaurimento delle scorte del Salento".

Ora legale dicevo, che in British-English si chiama invece Summer Time, e qui la citazione a Summer Time di Janis Joplin appare d'obbligo, "tempo d'estate, i pesci saltano fuori dall'acqua, nulla ti potrà fare del male". La musica e le parole hanno saputo sempre dare conforto. Come dire che: "basta un po' di zucchero e la pillola va giù parole". Facile, per me, associazione d'immagini fiabesche scaturite dall'incanto vissuto qualche sera fa al Prince Edward Theatre, in Old Compton Street, a Soho, dove in scena c'era Mary Poppins.

Vi propongo di andare su http://www.youtube.com/watch?v=-1LfNxFoh9M e di lasciare andare in sottofondo.
Direi che stiamo sperimentando un nuovo tipo di giornalismo. Parole, suoni e immagini.
Un musical straordinario, scenario da favola, appunto, attori, ballerini e cantanti impeccabili.
Ogni sera, dal 6 di dicembre 2004, una replica dello spettacolo. Mi chiedo come possa essere possibile. Bravissimi.
La baby sitter che ogni bambino desidera avere ha davvero affascinato la platea, ho visto perfino persone commuoversi davanti allo spazzacamino sui tetti e in alto la luna.
Una settimana intensa, quella appena trascorsa.
E pensare che l'edulcorata storia di Mary Poppins è raccontata ogni sera in una delle aree di Londra a più alta densità erotica, parlo di Soho.
Se Mary Poppins è ancora in sottofondo sul vostro computer, consiglierei di cambiare link.
Per avere un'idea di quella che può essere l'atmosfera che si respira a Soho cliccate su http://www.youtube.com/watch?v=x1YkHJJi-tc Fatto? Ok.

È un'area nel centro del West End, la zona dei teatri appunto, della Big City di circa 2 chilometri quadrati e mezzo ed è compresa tra Oxford Street e Regent Street, le due strade più ricche di negozi della città e forse del mondo, Charing Cross Road, la strada delle librerie e Covent Garden, la piazza degli artisti di strada, attaccata a Chinatown, regno dei cinesi e Leicester Square il centro delle sale cinematografiche.
Ma ti accorgi di essere a Soho dalle luci, che sono più basse, più calde, d'atmosfera, più "rosse".

È il centro dei sexy shop, dei negozi hard, dei ristoranti raffinati e delle sale di intrattenimento di un certo tipo. È l'area gay per eccellenza.
Non so se avete ancora la musica dei colori proibiti di David Sylvian e Ryuichi Sakamoto ma abbandoniamo Soho.
Nella settimana appena passata Londra ha visto trionfare la primavera con la fiera Country Living Spring nel Business Design Centre a Islington, Nord di Londra, da quelle parti dovrebbe abitare Tony Blair, mi è stato detto.
Gli stand traboccavano di fiori, merletti, abiti ed accessori colori pastello. Voglia di verde e di vacanze ovunque e con le nuove collezioni presentate da giovani artisti.
Il 21 marzo è stato anche il giorno dell'apertura dello Human Rights Film Festival, al cinema Ritzy a Brixton, Sud di Londra, la rassegna è dedicata alla difesa dei diritti degli uomini di tutto il mondo. L'inaugurazione è stata affidata al film Franco-Belga Mon Colonel di Laurent Herbiet. Tormento e torture militari. Scontri di coscienza ed orrore. Tra i protagonisti un sorprendente e commovente Charles Aznavour.

Il festival proseguirà fino al 30 di marzo.
In soccorso può arrivare ancora il sogno e l'immaginazione citando la pioggia di coriandoli rosa a forma di cuore del finale di Mary Poppins, "anything can happen if you let it", nulla accade se non lasci che accada, saggio ritornello.
La pioggia rosa ha accarezzato anche chi si è goduto il weekend a Saint James Park, di fronte la casa della Regina Elizabeth, Buckingam Palace, ma quelli erano petali veri di Apple Blossom, fiori di mela, alberi stracolmi di boccioli rosa a filo d'acqua, quella del laghetto. Anatre striate di verde, gabbiani. Un vero inizio di primavera.

Ringrazio Massimo che ha fatto un trattato straordinario sulla chicchinella, la prossima volta si potrebbero fare un po' di esempi.

Voglio lasciarvi con una poesia che mi è stata gentilmente concessa da Maurizio Spedicato, leccese. Si chiama "La Pasticciotta: io uccido per queste cose", ed è ispirata al romanzo di Giorgio Faletti "Io uccido", mi sa che questa poesia, in quanto a contenuto erotico, fa un baffo a Soho.
Buona primavera a tutti.

La Pasticciotta: io uccido per queste cose.

"Quando arrivi a Natale, arrivi.
Ti avvolge quell'aria, quella magia di cose che inaspettatamente prendono anima e ti avvolgono in un profumo inebriante.
Fu in tale atmosfera che entrai a Natale e uscì a Santo Stefano. Mi rigiravo come un bimbo al luna park, quando da un lato mi sentì carezzare da uno sguardo. Era un caldo e timido invito di colei che furtivamente richiamava la mia attenzione. Lo sguardo malizioso di chi si volge altrove per non palesare sfacciatamente la sua attenzione. Fu un gioco di sguardi. Vedo, non vedo. Cip.

Mi volsi, e mi colpì nel suo splendore con le morbide e profumate curve croccanti, appena più abbrunite sui bordi superiori. Lasciava intravedere da una fessura una calda e copiosa crema fumante.
Stavo per proferirle qualcosa, ma riuscì solo a dire: Signorina, vorrei per favore questa pasticciotta. E la signorina: la mangia subito o gliela metto in carta? Me la incarti che mela porto a casa, me la porto. Quant'è? un euro, rispose. Un euro?

Incalzai, e meno male che sono dolci, pensa se erano salati, esclamai rammaricato con me stesso per avere gettato un velo mercenario su un simile capolavoro, tanta bellezza.
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Per strada immaginavo solo il momento in cui saremmo stati soli: io e lei: Lei ed io. Noi, insomma, e nessun altro. Spalancata con frenesia la porta di casa mi apprestavo a consumare l'incontro. La scartai lentamente e all'improvviso apparve nel suo splendore come su una copertina di Max o di Playboy. Mi accorsi che dall'estremo delle mie labbra scendeva copioso un rivolo inarrestabile, frutto di un'intensa attività della ghiandola salivare. Fu un attimo e in ossequio ad un rito ancestrale, come nell'antichità gli uomini cercavano riparo nelle viscere della terra, o nelle grotte, così Lei si lanciò a tuffo, aiutata da un mio rapido gesto della mano, nella mia bocca ed esclamò : ...e naufragar m'è dolce in questo mare".

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