"Nessuna RESPONSABILITà SUL MANCATO RICONGIUNGimento"

Il Comune di Lecce non avrebbe ostacolato in alcun modo il ricongiungimento tra padre e figlio avvenuto ieri dopo 31 anni presso la Questura. Lo rende noto l'assessore ai Servizi demografici Fiorino

Il Comune di Lecce non avrebbe ostacolato in alcun modo il ricongiungimento tra padre e figlio avvenuto ieri dopo 31 anni presso la Questura. Padre e figlio, infatti, hanno tenuto a dire che gli uffici preposti non gli erano stati d'aiuto nella ricerca per quel che concerne proprio il loro riavvicinamento.

Attraverso una nota diramata da Palazzo Carafa, viene precisato che in merito alle dichiarazioni rese ieri agli organi di informazione da parte del signor Raffaele Casilli e alla ricostruzione fatta dallo stesso sulla vicenda del ricongiungimento con il figlio Angelo, il Comune non avrebbe alcuna responsabilità. "L'assessore ai Servizi demografici Fiorino Greco ed il dirigente del settore Antonio Guido, dopo un controllo presso gli Uffici competenti - si legge - hanno verificato che da parte del signor Casilli non è mai giunta alcuna richiesta o sollecito, formale o informale, relativi all'indirizzo o ad altro tipo di informazione concernente il proprio figlio. Peraltro, se una richiesta di questo tipo fosse giunta, gli operatori degli uffici, sulla base della normativa vigente, come accade quotidianamente, non avrebbero potuto opporre ragioni di diniego dovute al rispetto della privacy, come sostenuto invece dal signor Casilli".

"Si tratta - continua la nota - di un servizio dovuto relativo ad atti e documenti pubblici che, peraltro, viene fornito con grande disponibilità e spirito di collaborazione da parte degli addetti agli Uffici, considerata la particolarità delle situazioni. Dalla ricostruzione dell'intera vicenda emerge una responsabilità del Comune di Lecce sul mancato ricongiungimento tra padre e figlio, che allo stato dei fatti è assolutamente infondata".

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