Il presidio No Tap si allarga e l'appello dei sindaci arriva a quota 94 firme

Pioggia e fango non rallentano l'organizzazione delle protesta. A San Basilio anche una delegazione di Sinistra Italiana e un gruppo di attivisti No Tav giunti dalla Val di Susa

Il gruppo di attivisti No Tav giunto a San Basilio.

SAN FOCA (Melendugno) – Arrivano a gruppi di decine di persone al presidio No Tap davanti al cantiere di San Basilio. Sono soprattutto giovani e si notano con più facilità rispetto ai giorni precedenti accenti diversi da quello salentino. La protesta contro il gasdotto assume una dimensione diversa: ci sono delegazioni da altre regioni, come la Campania, l'Abruzzo e la Val di Susa, dove è in corso una vasta mobilitazione contro l'Alta Velocità.

Dopo le partecipate manifestazioni di ieri, a San Foca e a Lecce, questa mattina pioggia e fango non hanno scoraggiato centinaia di attivisti mentre nell’area recintata della società i mezzi sono fermi. Non ci sono le forze dell’ordine mentre sono stati rinforzati dai manifestanti i blocchi di pietre per impedire un ritorno dei mezzi pesanti.

Nelle assemblee in corso, organizzate dal Comitato No Tap con la partecipazione di altre realtà che iniziano ad affluire sul posto si discute però della necessità di lasciare libero l’accesso per i contadini del posto e si danno direttive di “buona condotta” e di “sicurezza”: non gettare cicche e carte per terra, non fare video né fotografia.

Poco distante, davanti al cancello di ingresso del canitere, la parte politica e istituzionale della protesta. Intanto, l'elenco dei sndaci che hanno sottoscritto l'appello destinato al presidente della Repubblica Sergio Mattarella è salito a 94 nomi, praticamente rappresentativi di tutta la provincia: mancano Galatina e Parabita, perché Comuni commissariati e Otranto che dovrebbe ospitare l'approdo di un altro gasdotto, il Poseidon, se mai dovesse farsi. 

Il sindaco Marco Potì, come tutte le mattine, è tornato di buon’ora a San Basilio. “L’adesione in questo momento è salita a 94 sindaci, ci sono diversi consiglieri regionali, parlamentari tar cui tutti quelli di Sinistra Italiana. Sta crescendo la consapevolezza della necessità di ascoltare le comunità”. Il riferimento è naturalmente alla lettera indirizzata al presidente della Repubblica e finalizzata alla sospensione delle attività e ad un passaggio tecnico e politico per individuare una soluzione diversa.

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Oggi a San Foca c’è anche c’è il segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni. Assessore regionale della giunta Vendola mentre si è concretizzato l’approdo a San Foca del gasdotto, ha dichiarato che la Regione ha fatto il possibile per opporsi all'approdo a San Foca e ha invocato un’assunzione di responsabilità da parte di tutta la classe politica affinché l’opera non sia imposta contro la volontà del territorio. Si è fatta notare anche la presenza di Luca Casarini, già leader del movimento no global italiano e ora membro della direzione nazionale di Sinistra Italiana (qui l'intervista).

Il primo cittadino di Melendugno ha anche indicato il prossimo passaggio tecnico nel quale il fronte del no proverà a dare una direzione diversa all’iter: “Nella procedura di assoggettabilità a via chiederemo con la Regione credo e con altri portatori di interesse di riaprire l’iter di valutazione ambientale per tutta l’infrastruttura. Ci sono i tempi e i modi per trovare soluzioni più avanzate. Qualcuno pensa di proporre lo spostamento dell’approdo, qualcuno come me pensa all’opzione zero cioè che l’opera non si faccia proprio”. 

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