Non solo case, anche strisce gialle in cambio di voti e assunzioni

C’è anche la realizzazione di stalli di sosta per il carico e scarico di merci davanti a tre supermercati di Lecce tra le vicende che vedono indagato l’ex assessore Pasqualini

Foto di repertorio.

LECCE - Strisce gialle per il carico e scarico delle merci realizzate davanti a tre supermercati di Lecce con l’obiettivo di avere sostegno elettorale e ottenere alcune assunzioni negli stessi esercizi commerciali. C’è anche questa storia nella lunga ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice Giovanni Gallo, su richiesta dei pm Roberta Licci e Massimiliano Carducci, titolari dell’inchiesta sulle case popolari. Insomma, i favoritismi in città avrebbero trovato dimora non solo negli alloggi di proprietà del Comune, ma anche sulle strade cittadine.

Per questa vicenda risultano indagati per corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, Luca Pasqualini, ai domiciliari da quattro giorni, che in mattinata si è dimesso da consigliere comunale, e Laura Panzera, 39 anni, di Lecce, alla quale sarebbero riconducibili proprio i supermercati finiti sotto la lente di finanzieri e magistrati. La vicenda (ricostruita nell’informativa del 13 aprile 2017 del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza) risale al maggio 2014, quando Pasqualini ricopriva la carica di assessore al traffico e mobilità a Palazzo Carafa.

Dalle conversazioni tra i due indagati, intercettate dai militari, sarebbe emerso che Pasqualini si prodigò a soddisfare le richieste della sua interlocutrice ottenendo in cambio voti (il suo, della sua famiglia e dei suoi dipendenti) per le elezioni europee del 2014 e per le regionali del 2015, oltre che l’assunzione, anche questa finalizzata a un ritorno in termini elettorali, di persone dallo stesso indicate.

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Secondo il giudice Gallo, però, non vi sono elementi per poter ritenere che quei lavori con i quali sono stati assicurati gli stalli di carico e scarico delle merci e quelli per il loro rifacimento siano stati eseguiti violando doveri d’ufficio, tenuto conto che non emerge una violazione delle norme (art. 7) del codice della strada in materia. Tuttavia, prosegue il gip nell’ordinanza “potrebbe residuare, nelle condotte di scambio tra l’intervento del Pasqualini nell’interesse della Panzera e la promessa di voto da parte di quest’ultima, una condotta integrante il reato di corruzione elettorale”.

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