Nuovo blitz nel mercato ittico, sequestri per occupazioni abusive

Nel pomeriggio di ieri polizia, carabinieri, finanza e guardia costiera sono tornati nell’area dove si vene il pesce di Gallipoli. Sigilli violati e sanzioni anche per i prodotti non tracciati

GALLIPOLI  - Ad un anno di distanza del primo maxi controllo del luglio scorso, e dopo il sequestro preventivo di dicembre, nuovo blitz interforze nel tardo pomeriggio di ieri nell’area del mercato ittico al dettaglio di Gallipoli. A seguito di un apposito tavolo tecnico tenuto nei giorni scorsi, tra prefettura, procura e forze di polizia, militari e agenti della polizia, dei carabinieri, della guardia di finanza e della capitaneria di porto di Gallipoli, hanno disposto un nuovo e capillare controllo nella zona del mercato ittico al fine di ripristinare la legalità nell’ambito dell’area di vendita comunale. Nel mirino delle nuove verifiche congiunte sono finite cinque pescherie insistenti nella zona e un ristorante. L’attività coordinata dalla procura di Lecce è stata finalizzata a verificare la possibile violazione dei sigilli e delle aree transennate e affidate in custodia al Comune, e più in generale  sull’area demaniale di 415 metri quadrati, già sottoposta a sequestro preventivo nel mese di dicembre, in quanto abusivamente occupata dagli operatori del mercato ittico.

Il bilancio dei controlli

Il bilancio dei controlli è il seguente: ad una pescheria è stata contestata l’occupazione di suolo demaniale marittimo e di demanio ferroviario per la presenza di due espositori tipo barca, 18 tavoli in legno, otto tavoli in plastica; dodici sgabelli, quarantaquattro sedie in plastica, cinquantasette sedie in legno. Tutto l’arredo è stato sequestrato e affidato in giudiziale custodia al sindaco di Gallipoli. Sempre a carico della stessa pescheria è stata applicata la sanzione amministrativa di mille e 500 euro, con conseguente sequestro di 3 chili di prodotti ittici e di diciotto vasetti di vetro contenenti polpa di riccio di mare, per la mancanza di tracciabilità. A carico di una seconda pescheria è stata contestata la violazione dei sigilli, l’occupazione di suolo demaniale marittimo per la presenza di una botte in legno utilizzata come di tavolino e sei sgabelli in legno. È stato altresì elevato un verbale amministrativo, con conseguente sequestro di 17 chili di prodotti ittici, per la mancanza di etichettatura.

Anche violazone di sigilli

Ad  una terza pescheria è stata contestata sempre la violazione dei sigilli, l’occupazione di suolo demaniale marittimo per la presenza di un tavolino; dodici sgabelli, un ombrellone. Tutto il suddetto arredo è stato sequestrato e affidato in custodia al sindaco. Nella quarta pescheria è stata contestata la violazione dei sigilli e l’occupazione di suolo demaniale marittimo per la presenza di otto tavoli e trentadue sedie. Tutto è stato sequestrato e affidato in custodia allo stesso titolare, disponendo di spazio idoneo alla custodia del materiale. A carico di una quinta pescheria, è stata invece disposta la rimozione, a cura dall’amministratore giudiziale a mezzo di ditta privata, di attrezzature varie che risultavano già sottoposte a sequestro penale nell’ambito del precedente procedimento penale, avviato a seguito del primo intervento congiunto delle forze dell’ordine, nel mese di luglio 2017.

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