Operaio morì nel cantiere, due imprenditori a processo per omicidio colposo

Si aprirà a febbraio il processo sulla morte dell'operaio 49enne di Copertino Maurizio Barbarossa, avvenuta il 3 giugno del 2014

LECCE – Si aprirà a febbraio il processo sulla morte dell'operaio 49enne di Copertino Maurizio Barbarossa, avvenuta il 3 giugno del 2014 in un capannone nella zona industriale di Lecce, dove erano in corso i lavori per la realizzazione di un’azienda specializzata nella vendita di prodotti ittici surgelati.

Il gup Cinzia Vergine ha rinviato a giudizio Massimo Leo, 51 anni, legale rappresentante della Leo Costruzioni, l'azienda per la quale lavorava l'operaio, e il fratello Elio, 53, legale rappresentante della Astra Srl, alla quale erano stati subappaltati i lavori. Giudizio abbreviato per Antonio Rinaldi, 57 anni, di Lecce, direttore dei lavori e coordinatore della sicurezza. Omicidio colposo e violazioni al testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro le ipotesi di reato a carico degli imputati, assistiti dagli avvocati Luigi Covella, Gaetano De Mauro e Pietro Quinto, mentre i familiari della vittima sono assistiti dall’avvocato Anna Inguscio.

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Secondo l’ipotesi accusatoria quel giorno Barbarossa salì su un'impalcatura esterna, impegnato a versare il calcestruzzo in una cassaforma molto pesante. Dopo aver udito degli “scricchiolii”, scese ed entrò nel fabbricato per raggiungere la cassaforma e verificare l'origine di quei rumori, ma gli crollò addosso perché realizzata in modo del tutto inadeguato.

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