Operaio morto in raffineria, arriva il primo verdetto di condanna

Francesco Fiore, di Veglie il 30 maggio 2013 fu coinvolto in un incidente sul lavoro nell'Api di Falconara Marittima: sei mesi per un addetto alla manutenzione

@TM News/Infophoto

LECCE – C’è una prima condanna nella vicenda giudiziaria legata alla morte di Francesco Fiore, il 54enne di Veglie che il 30 maggio 2013 fu coinvolto in un incidente sul lavoro nella raffineria Api di Falconara Marittima. Fiore morì il 18 giugno dopo una lunga agonia per le ustioni subite.

Con il collega e suo concittadino Gianni Calcagnile, oggi 47enne, alla fine di luglio del 2013 fu chiamato per alcuni lavori all’interno della raffineria marchigiana. I due rimasero investiti da getti di vapore mentre operavano su alcune valvole di sicurezza. Fiore fu trasportato in ospedale, a Cesena, e morì la notte del 18 giugno 2013. Aveva riportato lesioni sul 75 per cento del corpo. Calcagnile rimase gravemente ferito, ma si salvò.

Il gup di Ancona, Francesca Zagoreo, ha condannato con rito abbreviato Marco Benedettelli a sei mesi di reclusione (pena sospesa) per omicidio colposo legato. Benedettelli lavora come operaio addetto alla manutenzione all'Api di Falconara, per lui l’accusa aveva chiesto l’assoluzione. L’ipotesi accusatoria ruota attorno all'organizzazione e l'esecuzione dei lavori su valvole di sicurezza dell'impianto a vapore che sarebbe stato in funzione, anziché fermo durante il tragico intervento di manutenzione.

Per altre sette persone è pendente il processo ordinario per omicidio colposo in concorso: Giancarlo Cogliati, 59enne, varesino, amministratore delegato della società, Francesco Lion, 62enne, padovano, responsabile del settore manutenzione, Michele Del Prete, 44enne di Falconara Marittima, responsabile del reparto ispezione, Pierfilippo Amurri, 57enne della provincia di Ancona, dirigente del settore operazioni, Monica Mais, 47enne di Senigallia, dirigente del settore produzione, Antonio Palma, 64enne di Taranto, legale rappresentante della Ferplast, l’azienda che aveva in carico i lavori nell’Api per i quali furono inviati i due dipendenti vegliesi. Le aziende sono chiamate in causa come persone giuridiche responsabili civili. 

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