Operazione Armonica, parla “zio” Fernando: “Le donne non c’entrano”

Si è tenuto oggi l’interrogatorio di garanzia nei riguardi Nocera, il 64enne di Carmiano, ritenuto a capo del sodalizio smantellato ieri dai carabinieri del Ros. Davanti al giudice anche i fratelli Conversano e Ciurlia

Una delle immagini girate di nascosto dai carabinieri.

CARMIANO - Ha parlato solo per scagionare le sue donne. Per dire che loro non c’entrano. Ma riguardo alle accuse che gli sono contestate nell’ordinanza di custodia cautelare, prima tra tutte quella di essere a capo di un’associazione mafiosa dedita soprattutto al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti a Carmiano, Fernando Nocera, detto “zio” o “vecchio” ha taciuto.

Il 64enne si è avvalso della facoltà di non rispondere, oggi, davanti al gip Cinzia Vergine che, proprio nell’ordinanza eseguita ieri dai carabinieri del Ros (Raggruppamento operativo speciale) con l’operazione “Armonica”, lo descrive come “il motore di una rodata struttura criminale”. Ma, come detto, Nocera, alla presenza dei difensori (gli avvocati Stefano Prontera e Cosimo D’Agostino) ha rilasciato solo delle dichiarazioni spontanee per escludere il coinvolgimento della moglie Livia Comelli, 62 anni, e di Giuliana Cuna, 45enne residente a Monteroni di Lecce,  che nelle carte dell’inchiesta è indicata come l’amante, accusate entrambe di avergli fatto da portavoce dopo il suo arresto in carcere (il 18 giugno 2018).  

Tra gli altri arrestati principali che, in mattinata, si sono presentati davanti al giudice, anche i fratelli Conversano, Davide, 28enne residente a Carmiano, e Matteo, 30enne residente a Porto Cesareo, ritenuti i luogotenenti di Nocera, e Andrea Anesano, 39enne di Carmiano, considerato alle dipendenze dei capi e uno degli uomini più attivi nel settore degli stupefacenti. Anche questi (assistiti dall’avvocato Cosimo D’Agostino) hanno preferito avvalersi della facoltà di non rispondere.

Ha invece parlato per respingere gli addebiti, Stefano Ciurlia, il 50enne di Lecce che, solo lo scorso giugno, aveva ottenuto i domiciliari, ma ieri è tornato in carcere. Proprio qui, diversi anni fa, conobbe Nocera, con il quale condivise la stessa cella e nacque un’amicizia sincera che sarebbe proseguita nel tempo anche quando le loro strade si divisero. Insomma, stando alla versione dell’indagato (assistito dall’avvocato David Alemanno), sarebbe stato questo il loro unico legame.

Ha risposto alle domande del gip anche Francesco Bruno (difeso dall'avvocato giovanni Erroi), 48 anni, di Carmiano, per chiarire che i suoi rapporti con Davide Conversano fossero stati esclusivamente lavorativi, iniziati quando quest'ultimo era diventato il proprietario della sala giochi a Carmiano, da lui gestita per vent'anni, fino all'aprile del 2018.

Domani la parola passerà agli altri arrestati (sono 22 in tutto), e non è escluso che gli interrogatori possano concludersi già nella giornata di venerdì.

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