Spaccio di cocaina nella "movida": 13 arresti e quattro locali rischiano la chiusura

Nel blitz della polizia, coordinato dalla Dda, scoperta in appena un mese una fitta rete di spaccio tra Lecce, San Foca, Torre Uluzzo e Porto Cesareo. Avviata procedura per chiusura dei locali coinvolti

Foto della conferenza relativa agli arresti effettuati.

LECCE – Indagine lampo stana in appena un mese un giro di spaccio di cocaina nel Salento. Scatta l’operazione “Movida” in città: la polizia, dall’alba di oggi, ha eseguito l’arresto "ritardato" di 13 individui, di cui dodici italiani e uno marocchino, accusati di spaccio di  a Lecce, a San Foca, Porto Cesareo e Torre Uluzzo, anche all’interno di quattro rinomati locali notturni del posto. Vi è inoltre un quattordicesimo uomo indagato in stato di libertà. Ma, si badi bene: “Non un’operazione contro le discoteche e i loro gestori, sia chiaro”, ci ha tenuto a sottolineare il questore leccese, Andrea Valentino. “Bensì un’attività di indagine a tutela dei più giovani, per preservarli il più possibile dal fenomeno dell’utilizzo di droghe”.

Di seguito le persone arrestate: Adil Ghazi, 53 anni; Nicola Guarna, 27 anni; Luca Stefano Indirli, 20 anni, Andrea Montinaro, 44 anni; Roberto Patera, 41 anni; Antonio Peciccia, 50 anni; Davide Petrachi, 33 anni (fino ad alcuni anni addietro portiere tesserato con l’Unione sportiva Lecce); Graziano Romano, 40 anni, Vito Sacco, 19 anni; Carmelo Schillaci, 19 anni; Giuseppe Schito, 41 anni; Marco Vetrugno, 41 anni, Moreno Vonghia, 37 anni.

 Alcuni dei cittadini fermati sono ritenuti vicini ai clan della malavita locale. Mentre sono stati avviati, inoltre, i procedimenti amministrativi finalizzati alla chiusura dei locali pubblici coinvolti. Per alcuni di loro, infatti, potrebbe essere disposta una provvisoria sospensione dell'attività. Misura che, se confermata, farebbe partire in automatico una serie di accertamenti e controlli con possibile revoca della licenza (in casi estremi e di acclarate responsabilità).

Il video: scatta l'operazione "Movida" nel Salento

Le indagini sono state condotte dalla squadra mobile di Lecce, guidata dal vicequestore Alessandro Albini, dal servizio centrale operativo della Polizia gestito dal dirigente Alfredo Fabbroncini e dai poliziotti del commissariato neretino, guidato dal vicequesIMG_0326-3tore Pantaleo Nicolì. Il tutto sotto il coordinamento della Dda, la Direzione distrettuale antimafia del capoluogo salentino. L’attività investigativa è stata avviata il mese scorso, a luglio, con il contributo della direzione centrale per servizi antidroga e della polizia scientifica.

L’operazione rientra nel progetto “Pusher 3”, che ha rilanciato l’impiego di agenti sotto copertura per l’acquisto di droga, “ritardando” in questo modo l’arresto degli spacciatori responsabili della cessione.Il ricorso all’intervento cosiddetto dell’undercover, del sotto copertura, anche attraverso l’utilizzo di telecamere nascoste, ha consentito di portare alla luca la fitta rete di spaccio nei locali notturni frequentati da cittadini del posto, turisti, ma soprattutto giovani. La novità del progetto, già avviato lo scorso anno anche nel Tacco, riguarda infatti non soltanto la sofisticata strumentazione a disposizione, ma soprattutto la modalità operativa dei circa 15 agenti coinvolti da fine luglio.

I poliziotti si sono ”spacciati” per acquirenti di stupefacente, creando un legame di fiducia con i pusher. Nel corso del tempo. In questo modo hanno potuto monitorare gli indagati per un lasso di tempo più ampio. L’intervento dei poliziotti in borghese non è stato dunque eseguito col fine del sequestro di piccole dosi (che non avrebbe portato neppure a una misura cautelare), ma gli agenti hanno puntato piuttosto a dimostrare le continue cessioni di quantità di droga, per poter poi certificare l’attività illecita degli arrestati. In totale, sono una cinquantina le dosi di cocaina sottoposte a sequestro. Immesse sul mercato, fruttano circa una trentina di euro a confezione.

Ma lo sguardo investigativo, ovviamente, è lanciato ben oltre l’orizzonte dello spaccio al dettaglio. Sebbene non siano stati scovati maxi depositi di droga, gli inquirenti hanno scoperto che la regia dietro l’attività illecita – sia essa sullo Ionio, che sull’Adriatico e così come nel cuore pulsante della movida leccese – è sempre la stessa. Si tratta di un unico “centro di potere”, gestito da individui vicini a storici clan locali, che gestisce dunque lo smercio di polvere bianca sulle piazze del Salento. Chiaramente, l’obiettivo della polizia è concentrato lì, nel tentativo di disarticolare del tutto la presunta organizzazione.

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