Operazione Palude, la difesa: “Mai usata violenza, sempre agito per vie legali”

Parla davanti al gip Cosimo Emiliano, accusato di aver trasformato una vasta area demaniale in un parcheggio e di aver vessato i proprietari dei lidi vicini. Negano le accuse anche i figli

LECCE - Hanno respinto con fermezza gli addebiti i quattro uomini arrestati ieri con l’accusa, tra le altre, di averla adibito a parcheggio una vasta area demaniale, sottoposta a vincolo paesaggistico, e di aver costretto con la violenza i proprietari dei lidi vicini a liberare zone per svolgere l’attività “abusiva”. Stiamo parlando di Cosimo Emiliano, di 74 anni, e dei tre figli Luigi, Mario e Alfredo, rispettivamente di 49, 40 e 50 anni, di Porto Cesareo, nei confronti dei quali in mattinata si sono svolti gli interrogatori di garanzia col gip (giudice per le indagini preliminari) Simona Panzera, alla presenza degli avvocati difensori Giuseppe Bonsegna e Giancarlo Vaglio.

“La violenza non mi appartiene” ha dichiarato il più anziano, aggiungendo di combattere da anni una battaglia legale (avrebbe indicato una quindicina di cause intraprese anche contro chi lo accusa) perché rivendica la proprietà di quei terreni. I figli Alfredo e Luigi, invece, sarebbero completamente estranei agli affari del padre: il primo in particolare ha spiegato di svolgere da otto anni un’altra attività. Mario, invece, ha detto di essere interessato ai parcheggi del genitore; degli addebiti che gli vengono contestati nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere, avrebbe riconosciuto solo alcuni danneggiamenti, ma di aver agito solo dopo l’ennesima provocazione.

Estorsione aggravata e continuata, minacce, danneggiamento aggravato mediante incendi, invasione di terreni e occupazione abusiva di area demaniale marittima, e stalking, sono questi i reati contestati agli indagati.

Stando all’inchiesta, dal 2008 al 2014, la famiglia Emiliano avrebbe tenuto sotto scacco, utilizzando metodi mafiosi, i proprietari dei terreni nella località “Palude” di Porto Cesareo (da cui prende il nome l’operazione eseguita ieri dai carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Campi Salentina), realizzando parcheggi non autorizzati e imposto la propria presenza “abusiva” anche alle aree di parcheggio di pertinenza degli stabilimenti balneari vicini. A subire danni maggiori sarebbe stato il proprietario del lido “Togo Bay” con l’incendio della struttura, avvenuto la notte del 7 giugno 2010, per 50mila euro.

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L’avvocato Bonsegna ha annunciato che nei prossimi giorni depositerà una copiosa documentazione attraverso la quale sarà evidente l’infondatezza delle accuse.

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