Operazione "Vortice-Déjà Vu", sconti di pena e condanne confermate in appello

La sentenza del processo di secondo grado su traffico internazionale di stupefacenti, estorsione e usura. cade l'accusa di duplice tentato omicidio per Sergio Notaro

LECCE – Sconti di pena, conferme e condanne nel processo d’appello scaturito dalla maxi operazione denominata “Vortice-Déjà vu”, celebrato nell’aula bunker di Borgo San Nicola.

Assoluzione dall’accusa del duplice tentato omicidio di Luca Greco e Marino Manca (avvenuto nel pomeriggio dell'8 settembre del 2012) e da promotore dell’associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti per Sergio Notaro, detto ‘Panzetta, 56enne di Squinzano, assistito dagli avvocati Alberto Gatto e Viola Messa. Per lui condanna ridotta da 20 a 18 anni. Ridotta a 9 anni e quattro mesi per Emiliano Vergine, 41enne di Squinzano assistito dall’avvocato Rita Ciccarese.

Condanna a 20 anni per Cyril Cedric Savary, 41enne. Ridotta a 11 anni e dieci mesi per Gianluca Candita, 46enne di Torchiarolo; 11 anni e otto mesi per Giovanni Tramacere, 40enne, di San Pietro Vernotico; 8 anni per Danilo De Santis; 14 anni per Marino Manca 44enne; ridotta a 12 anni Roberto Napoletano, 31 anni; 6 anni per Antonio e Patrizio Pellegrino; ridotta a 6 anni e quattro mesi per Patrick Colavitto, 37, di Brindisi; 3 anni per Gianluca De Blasi di Novoli; ridotta a 8 anni per Angelo Di Pierro; 20 anni per Gaetano Diodato; 6 anni e quattro mesi per Cosimo Emiliano Palma; 6 anni per Andrea Pierri, 29 di Squinzano; 9 anni per Fathi Rahmani, 32enne; 8 anni e dieci mesi per Stefano Renna, 37, di Lecce; 6 anni e sei mesi per Ilde Saponaro; ; 3 anni ed quattro mesi per Franco Pierri di Squinzano; 7 anni e sei mesi per Fabio Caracciolo, 35enne; ridotta a 4 anni e otto mesi per Damiano De Blasi, 27, di Trepuzzi. 

Ridotta a 4 anni per Liliana De Tommasi, 26enne di Campi; 8 anni e otto mesi per Angelo Napoletano, di Squinzano; 7 anni per Alberto Russo, 30 di Campi; 5 anni e due mesi per Antonio Serratì, 41, di Trepuzzi; 3 anni e otto mesi per Emanuela Spalluto 29 anni di Novoli; 3 anni e un mese per Andrea Valentino, 32, di Squinzano; un anno e otto mesi per Nicola Pierri, 33 di Squinzano; 7 anni e quattro mesi per Saida Bruni, detta Margot, di 22 anni; 9 anni e otto mesi per Paolo Scazzi, 26, di Squinzano; 4 anni e sei mesi per Alessandra Amira Bruni; 4 anni e otto mesi per Vincenzo Stippelli; 6 anni e sei mesi per Ivan Miglietta; 2 anni per Vladimiro Cassano; ridotta a 4 anni e otto mesi Salvatore Elia; 3 anni e otto mesi per Gianluca Tamborrini; ridotta a 5 anni e quattro mesi per Luca Mita; 6 anni e quattro mesi per Alessandro Caracciolo; 6 anni e otto mesi per Simone Casilli; 7 anni e otto mesi per Stefano Guadadiello; 4 anni e quattro mesi per Antonio Pierri; 6 anni e otto mesi per Mario Sirsi; un anno e sei mesi per Stefania Viterbo, 50 anni di Novoli; un anno per Mario Conte, 34, di Squinzano; 6 anni e quattro mesi per Francesco Taurino, 30; ridotta a 6 anni e quattro mesi per Luigi Taurino, 52, di Campi Salentina; 4 anni per Vincenzo Carone, 57enne, di Mesagne; 2 anni per Antonietta; ridotta a 5 anni e sei mesi per Walter Tramacere; otto mesi per Stefano Napoletano, 29, anch'egli di Squinzano; 3 anni per Andrea Spagnolo; un anno sei mesi per Giuliano Marra; 2 anni per Antonella Notaro; un anno e sei mesi per Gianluca Levante, 34, di Squinzano.

Tra i legali che compongono il collegio difensivo, gli avvocati: Massimo Bellini, Benedetto Scippa, Stefano Stefanelli, Ladislao Massari, Antonio Savoia, Paolo Spalluto, Mario Ciardo, Michele Palazzo, Giancarlo Dei Lazzaretti, Andrea Starace, Angelo Vetrugno, Francesco Tobia Caputo e Ivan Feola.

Traffico internazionale di stupefacenti, estorsione e usura al centro delle indagini partite dai carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale di Lecce, guidato dal capitano Biagio Marro, e condotte insieme ai colleghi del Ros di Lecce, al comando del colonnello Paolo Vincenzoni. Alla complessa attività hanno partecipato i colleghi del Reparto operativo guidati dal colonnello Saverio Lombardi e quelli della compagnia di Campi Salentina, coordinati dal maggiore Nicola Fasciano. Le ricostruzioni investigative hanno portato all’esecuzione, a novembre scorso, di 26 ordinanze di custodia cautelare in carcere – emesse dalla direzione distrettuale antimafia per associazione di tipo mafioso e altri reati.

L’indagine “Déjà vu”, cui è poi seguita quella denominata “Vortice” e condotta dai carabinieri del Ros, al comando del colonnello Paolo Vincenzoni, ha delineato le nuove rotte del traffico di sostanze stupefacenti. Un mercato fiorente destinato a rifornire le piazze del nord Salento, fino a Lecce, Brindisi e Taranto. Un mercato redditizio capace di portare a una nuova della nuova fase della Scu salentina: la pax mafiosa. Una nuova strategia dell’appianamento dei contrasti e dell’abiura della guerra, capace di fornire un nuovo terreno fertile alle strategie criminali che, seppur in forma molto più sommersa rispetto al passato, tendono alla conquista del territorio e degli interessi economici. Accordi e interessi capaci di appianare i contrasti, dopo quasi un quarto di secolo, tra due clan storici: i Tornese e i De Tommasi.

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Nell’ambito delle indagini anche i retroscena del duplice tentato omicidio di Luca Greco e Marino Manca, avvenuto nel pomeriggio dell'8 settembre del 2012 (18 anni di reclusione la condanna inflitta a Salvatore Milito in primo grado). Milito avrebbe estratto una pistola, cercando di colpire Manca, ma invano, perché l'arma si sarebbe inceppata, permettendo a questi di fuggire. Più sfortunato sarebbe stato Greco, intrappolato in casa e impossibilitato a fuggire: l’arrestato lo avrebbe prima colpito con il calcio della pistola e poi con un coltello, ferendolo gravemente. L’agguato sarebbe maturato, secondo l’ipotesi accusatoria, proprio nell’ambito di contrasti legati alla supremazia territoriale di gruppi criminali operanti nel comune di Squinzano e nelle zone limitrofe.

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