Nuovo terremoto dopo l'operazione "Omega": nove tra i 59 arresti nella provincia di Lecce

Si tratta del seguito dell'operazione "Omega", del dicembre 2016, a seguito della quale il Riesame scarcerò quasi tutti gli indagati perchè l'ordinanza era stata emessa senza motivazioni

La conferenza stampa di questa mattina, a Brindisi.

BRINDISI – Un nuovo ciclone giudiziario si è abbattuto, nelle ultime ore, sulle province di Lecce, Brindisi e Taranto. In numerosi comuni dei tre territori, infatti, i carabinieri stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 50 indagati (inzialmente 51, ma uno nel frattempo è deceduto), di cui nove tra la provincia e la città di Lecce, compreso il campo rom "Panareo". Si tratta di una seconda tranche dell'operazione eseguita nel mese di dicembre del 2016 e denominata "Omega". Il provvedimento è stato disposto dalla Direzione distrettuale antimafia di Lecce nei confronti degli individui ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, concorso in omicidio, con l’aggravante del metodo mafioso, associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, porto e detenzione illegali di arma da fuoco, nonché spaccio di sostanze stupefacenti.

L'elenco dei destinatari della misura: Omicidio, droga e armi: blitz all'alba contro la Scu, 50 arresti dopo le scarcerazioni
Salvatore Arseni, 43 anni, Di San Pietro Vernotico; Claudio Bagordo, 44 anni, di San Pietro Vernotico; Vito Braccio, 35 anni, di Mesagne; Cristian Cagnazzo, 39 anni, di Copertino, Floriano Chirivì, 36 anni, di Mesagne, Benito Clemente, 38 anni, di San Pietro Vernotico, Vito Conversano, 46 anni, di San Donaci, Antonio Corbascio, 44 anni, di San Donaci, Onofrio Corbascio, 49 anni, di San Donaci, Daniele D’Amato detto “Cacanachi”, 39 anni, di San Donaci, Antonio Giuseppe D’Errico, 35 anni, di Mesagne, Sergio Dell’Anna, 40 anni, di San Pietro Vernotico, Antonio Francesco De Luca, 26enna nato a San Pietro Vernotico; Marco Ferulli, 44 anni, di Catania, Francesco Francavilla, 37 anni, di San Pietro Vernotico, Cosimo Fullone, 40 anni, di Mesagne, Cristian Gennari, 30 anni, di Mesagne, Francesco Giannotti, 30 anni, di Mesagne, Giuseppe Giordano, 46 anni, di San Pietro Vernotico; Davide Goffredo, 36enne di San Pietro Vernotico; Omicidio, droga e armi: blitz all'alba contro la Scu, 50 arresti dopo le scarcerazioni
Luca Goffredo, 38 anni, di San Pietro Vernotico, Gennaro Hajdari, 34enne, nato a Palermo Paolo Gollia, 34 anni, di San Pietro Vernotico, Stefano Immorlano, 36 anni, di Campi Salentina, Gabriele Ingusci, 37 anni, di Nardò, Fausto Lamberti, 38 anni, di Campi Salentina, Gabriele Leuzzi, 38 ani, di Campi Salentina, Antonio Brando Lutrino, 39 anni, di Ostuni; Gionatan Manchisi, 36 anni, residente in Germania, Cosimo Mazzotta, 54 anni, di Cellino San Marco, Matteo Moriero, 24 anni, di San Pietro Vernotico.; Umberto Nicoletti, 40 anni, di Lecce, Massimiliano Pagliara, 40 anni, di San Pietro Vernotico, Marco Pecoraro, 37 anni, residente in Germania, Cosimo Perrone, 34 anni, di San Pietro Vernotico, Giuseppe Perrone detto “Barabba”, 45 anni, di San Pietro Vernotico, Daniela Presta, 40 anni, di Mesagne, Raffaele Renna, 48 anni, di Mesagne, Daniele Rizzo, 40 anni, di San Pietro Vernotico, Saverio Rizzo, 51 anni, di Cellino San Marco, Giuseppe Saponaro, 35 anni, di Mennigen in Germania, Antonio Saracino, 41 anni, di Mesagne, Valtere Scalinci, 42 anni, di Albstad-Ebingen (Gernamia), Carlo Solazzo, 41 anni, di San Pietro Vernotico, Pietro Solazzo, 38enne nato a San Pietro Vernotico; Pietro Soleti, 52 anni, di San Pietro Vernotico, Nicola Taurino, 25 anni, di San Pietro Vernotico, Andrea Vacca, 42 anni, di San Pietro Vernotico, Annunziato Cristian Vedruccio, 39 anni, di Mesagne,  Cosimo Vitale, 28 anni di Campi Salentina. Nel corso delle indagini sono state intercettate frasi connesse al rituale di affiliazione alla Sacra Corona Unita.

Come ricorda anche il quotidiano BrindisiReport.it,  l'inchiesta trae origine dal blitz che portò  all'esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare a carico di decine di indagati. Gran parte questi, però, tornò successivamente in libertà per un vizio di forma che nei mesi scorsi è stato oggetto di una ispezione ministeriale. Tra i capi di imputazione anche l'omicidio, avvenuto a San Donaci, di Antonio Presta, il figlio di un collaboratore di giustizia

I VOLTI DEGLI INDAGATI

L’indagine, avviata dal Nucleo investigativo del comando provinciale di Brindisi, nel mese di settembre 2012, a seguito dell’omicidio di Presta Antonio, figlio di un collaboratore di giustizia, ha consentito di identificare Carlo Solazzo come autore dell’omicidio. E non solo. Grazie all’attività, infatti, è stato possibile ricostruire l’intero organigramma del gruppo e le varie tipologie di “business” della cosiddetta frangia mesagnese della Sacra Corona Unita. La fase “bis” del blitz, inoltre, ha consentito agli investigatori dell’Arma di risalire anche ai sodali di due associazioni operanti nel traffico illecito di sostanze stupefacenti tra cui hashish e marijuana, con base soprattutto a San Donaci e Cellino San Marco, entrambi nel Brindisino. Sin dalle prime fasi delle indagini, è risultato evidente che l’omicidio Presta era da ricondurre alla gestione delle attività criminali, in particolare relative allo smercio di droga. È stato appurato infatti che Antonio Presta, in quel periodo detenuto, stava assumendo il predominio per la gestione del traffico di sostanze stupefacenti grazie alla collaborazione di alcuni parenti. Tutto lo stupefacente veniva recuperato anche dalle zone di Oria e Lecce, tramite diversi canali.

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Omicidio, droga e armi: blitz all'alba contro la Scu, 50 arresti dopo le scarcerazioni

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Commenti (12)

  • avete svuotato tutto san pietro, oppure sono di nuovo in giro per il paese ?

  • Toccu giù le mani dal Lecce non parlare a vanvera e di la tua senza commentare i tifosi del Lecce che la vostra ignoranza mette in mezzo anche quando non c'entrano niente

  • mettere la legge del taglione, e lasciarli liberi magari con un orecchio e lingua tagliata senza pensione.

  • Bisogna dare a certa gente la possibilita' di non nuocere al prossimo . Pene certe per coloro che con prepotenza imperversano con le loro scorribande nelle nostre citta' .

  • E un paese che no ha ne capo ne coda.Non e necessario essere disfattista,pessimista ecc.ma quanto e normale che ciò succeda,si può arrivare a mettere fuori criminali conclamati?,ma sbatteteli dentro e fateglielo pesare il carcere, fino a quando non bestemmieranno il giorno in cui sono nati.Insieme a loro fate pagare anche a quei bell'imbusti che li liberano con disinvoltura,loro sono della stessa risma.Sono totalmente d'accordo col signor Lorenzo.

  • Date l'esempio , ergastolo subito a tutti !!!

  • Buonismo? Fosse per me dovrebbero essere sbattuti in carcere e buttata la chiave. Basta che non arrivi il giudice di turno a rimetterli a spasso. Abbiamo un sistema che fa ridere, messo in piedi da gente da quattro soldi.. del resto in un Paese in cui impera la corruzione, il clientelismo, la raccomandazione cronica, il detto "sto bene io, stan bene tutti", e che butta nel cesso la meritocrazia, cosa dobbiamo aspettarci se non lo schifo che ci circonda?

    • Il paese che vuoi tu, non sarebbe uno stato di diritto, ma un paese di giustizialismo ed è proprio per questo che nel mondo ci sono tante guerre. Bisogna rispettare i codici, ma anche le loro procedure.

      • Lorenzo ha ragione, troppa corruzione ci circonda a qualsiasi livello di giustizia .

  • Gli anonimi ladruncoli come dici tu sono quelli che per due soldi entrerebbero nella tua casa per farti del male!

  • Perché nessuno si permette di fare commenti nei confronti di queste "brave persone", mentre quando ci si trova a criticare il buonismo nei confronti di anonimi ladruncoli ci si scaglia contro come tanti avvoltoi?

    • Avatar anonimo di Toccuuuuuu Ragazzi
      Toccuuuuuu Ragazzi

      Hai perfettamente ragione. Purtroppo ci sono più commenti per una partita del Lecce, che per questi fatti ben più gravi

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