Alta tensione dopo il delitto: aumentata la sorveglianza. E trovato un ordigno

La famiglia del giovane omicida ha lasciato Maglie. Intanto, spunta una bomba artigianale. Era stata nascosta in un giardino pubblico. La preoccupazione del sindaco Toma

MAGLIE – Aria sempre più pesante, dentro Maglie, dopo il delitto di Mattia Capocelli, 28enne, ucciso con un colpo di pistola alla gola, esploso da Simone Paiano, 25enne, nella notte fra il 24 e il 25 aprile. A dire di Paiano, che ieri è stato interrogato dal giudice per le indagini preliminari Sergio Tosi, non vi sarebbe stata volontà di uccidere, ma di difendersi da un’aggressione.

Quale sia il contesto in cui è maturato il contrasto fra i due, è un aspetto sul quale stanno indagando i carabinieri della compagnia locale, i quali vogliono andare a fondo nella vicenda. Ma, intanto, la situazione nella cittadina resta molto tesa. E lo dimostra il ritrovamento, avvenuto ieri pomeriggio, di un ordigno artigianale.

Non è ovviamente chiaro se l’ordigno sia da ricollegare o meno all’efferato delitto, da impiegare, per esempio, per qualche ritorsione. Resta un fatto che, aumentando i controlli sul territorio, proprio in seguito all’episodio, i militari del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia guidata dal capitano Giorgio Antonielli abbiano fatto l’inquietante ritrovamento presso un giardinetto pubblico. Sul posto sono stati chiamati gli artificieri del Nucleo investigativo di Lecce, i quali hanno accertato che l’esplosivo, con innesco a miccia, era stato confezionato con polvere pirica e una bombola di gas butano. Peso complessivo, circa mezzo chilogrammo.

L’ordigno, perfettamente in grado di deflagrare, è  stato disinnescato. Secondo i carabinieri, non è da escludere che fosse stato nascosto nella vegetazione per essere utilizzato in seguito per attentati dinamitardi. Sono ora in corso accertamenti di natura tecnico scientifica per verificare la presenza di impronte o tracce biologiche e risalire a chi abbia confezionato l’esplosivo.

Intanto, come detto, sono stati intensificati i controlli, anche con frequenti passaggi dei carabinieri nei pressi dell’abitazione dei parenti di Paiano, che già la notte del delitto ha subito il danneggiamento dell’autovettura, a opera di ignoti. La famiglia, inoltre, fin dal mattino successivo, ha dovuto lasciare Maglie, per ragioni di opportunità, ed è ora ospitata in un’altra località. Mentre questa mattina, in Prefettura, s’è svolto un incontro per fare il punto della situazione, alla luce questa raffica di episodi.

“Preoccupazione per questo ulteriore atto criminale”

Alla notizia del ritrovamento, nella periferia nord di Maglie, di un ordigno artigianale in grado di esplodere, il sindaco della città, Ernesto Toma, manifesta grande preoccupazione.

“La nostra comunità - afferma - non è abituata ad episodi di tale gravità. Pertanto - continua Toma - pur ribadendo piena fiducia nell’operato delle forze dell’ordine, dei carabinieri in primo luogo che hanno scovato l’ordigno nel corso di una perlustrazione di controllo del territorio, e della magistratura che sta conducendo le indagini sull’omicidio di un giovane magliese di qualche giorno addietro, ritengo che la città di Maglie, in questo particolare momento, abbia bisogno di un’attenzione maggiore da parte di chi è preposto alla tutela della sicurezza e dell’incolumità dei cittadini”.

“Ciò - conclude il primo cittadino - nella speranza che il clima teso di questi giorni diventi solo un brutto ricordo e si ritorni al più presto alla vita normale di tutti giorni”.

Alla nota personale del sindaco, se n’è aggiunta una successiva di tutta l’amministrazione comunale di Maglie, Giunta e Consiglio, che si dice “fiduciosa circa l’operato delle forze dell’ordine, attendendosi risposte concrete e celeri”. E ribadisce, comunque la “forte la convinzione che, accanto al lavoro di intelligence svolto dagli operatori di sicurezza, sia necessario che tutti i cittadini collaborino a sostegno dell’operato dei tutori dell’ordine affinché la città torni al più presto alla normalità di tutti i giorni. La maggiore presenza di forze dell’ordine sul territorio, che già si sta predisponendo, va perciò intesa come un segnale di maggiore attenzione al tema della sicurezza”.

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