Assaltano ufficio postale, un richiedente asilo prende a cazzotti un rapinatore

Bottino magro e fuga repentina, questa mattina, a Ortelle, quando un utente che si trovava all'interno, un nigeriano, ha reagito davanti ai malviventi armati di pistola e coltello

ORTELLE – E’ finita con una colluttazione. E la rapina, che alla fine avrebbe fruttato pochi soldi, appena 200 euro (stando alle prime informazioni), tutto può dirsi, tranne che riuscita alla perfezione. Perché i due malviventi che verso le 12 di oggi hanno fatto irruzione nell’ufficio postale di Ortelle, in via Vittorio Veneto, si sono trovati davanti a un imprevisto in formato cazzotto.

Ad assestarlo sul muso di uno di loro, un 32enne nigeriano, richiedente asilo. Il quale è stato a dir poco temerario. In attesa del suo turno, quando s'è trovato nel ben mezzo della situazione, prima ha tentato di uscire per richiedere aiuto; poi, affrontato dai malviventi, ha ingaggiato una colluttazione durante la quale ha rifilato il pugno. E alla fine, i due devono aver deciso che fosse meglio desistere, piuttosto che proseguire a oltranza.

E’ stata, dunque, una mattinata a dir poco movimentata, quella del piccolo comune a pochi chilometri da Poggiardo. Era mezzogiorno, quando i rapinatori, uno armato uno di un coltello, l’atro di una pistola, si sono intrufolati nell’ufficio postale, sperando di fare il colpo grosso, come già successo ad alcuni loro “colleghi” nel 2011 (5mila euro) e prima ancora nel 2010 (addirittura, 75mila euro). E avevano appena raggranellato qualcosa, quando la loro attenzione è stata attratta dallo straniero, che ha cercato, fulmineo, di guadagnare l’uscita.

Subito gli sono stati addosso, ma il nigeriano s’è difeso rifilando un pugno proprio al malvivente armato di pistola. Che a questo punto si deve presumere fosse un giocattolo senza tappo rosso. Certo è che i rapinatori hanno pensato bene di battere la ritirata, facendo perdere le tracce. Forse, usando un’autovettura. A  causa dell’imprevista reazione, si sono resi conto di non avere più la situazione in pugno e così non hanno potuto fare altro che squagliarsela.

Il caso molto simile di Gallipoli 

Sul posto sono poi giunti i carabinieri della stazione di Poggiardo e gli agenti delle volanti di polizia del commissariato di Otranto. A questi ultimi sono state delegate le indagini. Ed è inutile anche dire che questa storia richiama immediatamente un episodio quasi identico, quello avvenuto a Gallipoli il 16 febbraio scorso, quando un altro giovane nigeriano disarmò e fece arrestare un rapinatore che aveva fatto irruzione nel supermarket Sista di Gallipoli. E da allora, è passato dal chiedere l'obolo davanti all'ingresso, a impiegato dell'esercizio commerciale. 

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