“Pagammo 50 euro per un posto di lavoro nel villaggio. Ma era una truffa”

Confermano le accuse le persone che sarebbero cadute nella trappola di Caterina Bevilacqua, già nota alle cronache per essersi spacciata carabiniere del Nas e aver spillato così denaro ai proprietari dei maneggi

Foto di repertorio.

LECCE - Presentandosi come Katia Giorgino, persona benestante e facoltosa con conoscenze di rilievo sia nel settore imprenditoriale che nell’Arma dei carabinieri, avrebbe tenuto colloqui finalizzati all’assunzione di 180 persone nel villaggio turistico “Sole”. Ma tutto, dalla sua identità all’esistenza dello stesso villaggio, sarebbe stata una menzogna finalizzata alla consegna di 50 euro da parte di quei candidati che volevano assicurarsi il posto di lavoro. Si tratta della storia (che risale al maggio del 2015) emersa con l’inchiesta avviata dal sostituto procuratore Giovanni Gagliotta (oggi alla Procura Generale), e finita al vaglio del giudice della prima sezione penale Stefano Sernia che oggi ha ascoltato quanti sarebbero caduti nella trappola di Caterina Bevilacqua, questo il vero nome della donna, 39enne originaria di Maglie ma residente a Casarano, già nota nelle aule di giustizia.

L’accusa non è cambiata, resta la stessa contenuta nelle denunce che misero in moto le indagini, portando all’identificazione della presunta truffatrice e a quella di quindici persone offese (assistite dall’avvocato Giancinto Mastroleo). L’imputata (difesa dall’avvocato Roberto Bray) sostiene di essere stata vittima del raggiro, perché avrebbe reclutato risorse umane per conto di un’altra persona che lei stessa avrebbe denunciato e che ora è imputata per minacce davanti al giudice di pace.

Il processo per truffa è stato aggiornato al 6 dicembre, udienza che potrebbe concludersi con la sentenza del giudice. E’ già definitiva, invece, la condanna di Caterina Bevilacqua a cinque anni e tre mesi di reclusione relativa alla vicenda che nel maggio 2016 le costò l’arresto: insieme col marito Luigi (per lui la condanna è di quattro anni e sei mesi), spacciandosi per carabiniere del Nas, “spillò” decine di migliaia di euro a proprietari di maneggi e a venditori di bestiame.

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