Parco eolico di Ruffano, confermate in appello le condanne

Confermate in secondo grado le tre condanne inflitte nel processo sui presunti abusi nella realizzazione di una parco eolico. Tra gli imputati anche l'ex sindaco Nicola Fiorito, condannato a dieci mesi (con pena sospesa)

 

LECCE – Confermate in secondo grado le tre condanne inflitte nell’ambito dell’inchiesta sui presunti abusi nella realizzazione di una parco eolico nel territorio del comune di Ruffano. I giudici della Corte d’appello del Tribunale di Lecce hanno confermato la condanna a dieci mesi di reclusione, pena sospesa, per l’ex sindaco di Ruffano, Nicola Fiorito, per abuso d’ufficio e falsità ideologica. Il primo cittadino avrebbe espresso parere positivo alla costruzione di un parco eolico composto da undici pale per una potenza complessiva di 22 MWe, nella località “Mascarane e Occhiazzi”, una zona in parte sottoposta a vincolo paesaggistico.

Stessa condanna anche per Claudio D’Ippolito, l’ex responsabile del servizio urbanistica che firmò con Fiorito, nel marzo del 2005, l’autorizzazione al via libera ai lavori sancendo, di fatto, che il procedimento istruttorio “era stato espletato nel rispetto della normativa regionale, nazionale e comunitaria”. Stessa pena per Fulvio Rocco Toma, coinvolto nell’inchiesta in qualità di legale rappresentante della ditta responsabile del progetto, la “Antonio Srl”. Secondo l’accusa il progetto per la realizzazione del parco eolico non avrebbe rispettato alcune norme sui vincoli paesaggistici e le direttive regionali sulla distanza con cui collocare le pale eoliche dalla vicina strada provinciale, la Ruffano-Casarano. Presunte irregolarità vi sarebbero state anche nello studio di fattibilità relativo all’impianto. 

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