Disordini alla fine di Lecce-Carpi: condannati quattro tifosi

Si è concluso il processo col rito ordinario per i tifosi giallorossi, finiti nella clamorosa inchiesta con 28 indagati per gli scontri del 16 giugno 2013 avvenuti nello stadio di via Del Mare

LECCE - Al fischio dell’arbitro in centinaia invasero lo stadio di via del Mare creando disordini e scompigli. La naufragata promozione in serie B, dovuta alla mancata vittoria col Carpi, fece perdere i lumi della ragione ai tifosi giallorossi. Ad avere la peggio furono poliziotti e steward aggrediti nel tentativo di riportare l’ordine. Era il 16 giugno 2013.

In 28 finirono sul registro degli indagati con le accuse, a vario titolo, di resistenza aggravata a pubblico ufficiale, danneggiamento e violazione dell’articolo 6 quater della legge speciale 401 del 1989 (violenza o minaccia nei confronti degli addetti ai controlli dei luoghi dove si svolgono eventi sportivi). Tutti hanno già chiuso il loro conto con la giustizia, chi patteggiando la pena, chi scegliendo il rito abbreviato, mentre la partita restava ancora aperta per quattro imputati. Stiamo parlando di Giuseppe Campobasso, 41 anni, di Copertino, Francesco De Masi, 37, di Poggiardo, Federico Ferri, 28, di Lecce, Giancarlo Vincenti, 34, di Poggiardo.

Il collegio della prima sezione penale del tribunale di Lecce (presieduto dal giudice Stefano Sernia) in serata ha emesso il suo verdetto: due anni di reclusione (a fronte dei quattro invocati dalla pubblica accusa) per Campobasso, quattro mesi sia per Ferri che per Vincenti, due mesi per De Masi (la richiesta per tutti era di un anno). Non solo. Non potranno partecipare per tre anni alle manifestazioni sportive che interessano squadre dell'unione sportiva Lecce, e altre squadre della provincia di Lecce e Brindisi, e durante il primo tempo della partita dovranno presentarsi presso la stazione dei carabinieri per lasciare la propria firma. 

Rispondevano di invasione di campo, ma a Campobasso, difeso dall'avvocato Giuseppe Milli, era contestata anche l’aggressione degli steward che tentarono di ostacolare la sua corsa verso gli spogliatoi, in prossimità dei quali, lo stesso avrebbe spaccato i vetri di protezione delle scale con una mazza.

Gli altri imputati erano assistiti dagli avvocati  Sergio Santese e Stefano Pati.

In aula, come parte civile, c’era la Lega Italiana Calcio Professionistico, con l’avvocato Luigi Covella, che i quattro tifosi dovranno risarcire in separata sede.

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