Per il Tar legittima l’assunzione come ausiliario della figlia di Coluccia

Con un decreto del settembre del 2017 il sindaco Amante aveva revocato “per ragioni di opportunità” l’incarico di addetta alla sosta di Valentina Coluccia dopo l’arresto del padre (poi assolto) e del marito

Il Tar di Lecce

GALATINA – Non sussiste alcuna ragione di “opportunità” tale da legittimare la decisione dell’amministrazione comunale di Galatina di revocare l’incarico di ausiliario del traffico a Valentina Coluccia, figlia di Luigi Otello Coluccia. E’ quanto hanno rilevato i giudici della terza sezione del Tar di Lecce che hanno accolto nel merito (dopo una prima sospensiva del dicembre del 2017 grazie alla quale la donna era tornata in servizio) il ricorso della ricorrente, difesa dagli avvocati Carlo Martina, Donato Sabetta e Domenico Baiani, annullando gli effetti del decreto firmato dal sindaco Marcello Amante l’11 settembre del 2017 e condannando anche il Comune al pagamento delle spese di giudizio. Con quell’atto amministrativo il primo cittadino aveva decreto la revoca della nomina di Valentina Coluccia ad addetta al servizio di prevenzione e accertamento delle violazioni in materia di sosta-ausiliaria del traffico, alle dipendenze della società San Luca Multiservices concessionaria della gestione dei parcheggi pubblici a pagamento in città. Un atto subito impugnato dalla diretta interessata e ravvisato come illegittimo nella sentenza dei giudici amministrativi e che riabilita la ricorrente a riprendere invece la sua “legittima” funzione di addetta della sosta.

Il provvedimento assunto dall’amministrazione comunale, come esplicitato nello stesso decreto di revoca, era stato emesso dal sindaco “per ragioni di opportunità” e non invece su “presupposti personali” come rileva il Tar, in seguito alle vicende giudiziarie legate alla maxi operazione “Contatto”, condotta dai carabinieri e coordinata dalla Dia, nell’ambito della quale erano stati arrestati tra gli altri il padre, Luigi Otello Coluccia (poi assolto dal gup nel dicembre scorso), e anche il marito di Valentina Coluccia. Da qui, si legge anche in un passo della motivazione del provvedimento di revoca del Comune di Galatina del settembre del 2017, “verificato che a seguito di recenti fatti di cronaca giudiziaria, relativi a provvedimenti restrittivi della libertà per il reato di cui all’articolo 416 bis del codice penale di diverse persone, è emerso che tra la signora Coluccia e uno dei soggetti destinatari dei provvedimenti restrittivi della libertà personale da parte degli organi giudiziari vi sia legame di coniugio e di convivenza e ritenuto che tale collegamento, per ragioni di opportunità, possa compromettere il buon andamento e l’imparzialità dell’attività comunale, determinando la perdita di credibilità dell’istituzione locale, pertanto, per porre rimedio a tale situazione rimuovendo gli effetti pregiudizievoli di ricaduta d’immagine sulla cittadinanza si dispone la revoca”.

Una condotta che come spiegano i legali della ricorrente il Tar ha censurato non solo per non aver tempestivamente avvisato la dipendente della società di parcheggi dell’avvio del procedimento a suo carico, ma anche e soprattutto nel merito delle motivazioni. “Il Tar ha rilevato l’illegittimità nel merito della revoca” spiegano i legali, “sia per essere stata la stessa disposta non già in ragione della sopravvenuta perdita dei requisiti soggettivi in capo alla medesima, bensì per ragioni di opportunità per tutelare l’immagine dell’amministrazione comunale, sia per la creazione di ulteriori nuovi criteri-requisiti soggettivi non richiesti dalla legge. La sentenza ha, inoltre, stigmatizzato l’illogicità della motivazione del gravato provvedimento sindacale, secondo cui il collegamento familiare con soggetto attinto da provvedimento restrittivo per ragioni di opportunità, possa compromettere il buon andamento e l’imparzialità dell’attività comunale, determinando la perdita di credibilità dell’istituzione locale”.

“La decisione è di estremo interesse poiché, per un verso, ha condannato alle spese di giudizio il Comune di Galatina” spiega nel dettaglio l’avvocato Martina, “e per contro, ha contraddetto un rilevante aspetto della sentenza emessa per altra vicenda contro Luciano e Danilo Pasquale Coluccia, pronunciata già in aperto contrasto, almeno per quanto concerne Luciano, con l'annullamento dell'ordinanza cautelare da parte della Corte di Cassazione per mancanza dei gravi indizi di colpevolezza, in relazione alle loro illecite attività nell'ambito dei parcheggi pubblici di Galatina, il cui unico indizio era costituito da una errata supposizione in merito, appunto, alla posizione poco chiara di Valentina Coluccia che, invece, attesta il Tar, è stata regolarmente assunta dalla San Luca Multiservices ed altrettanto regolarmente e legalmente investita della funzione di ausiliario del traffico. Semmai, illegittima” conclude il legale, “ne è stata la revoca dalla funzione di ausiliario del traffico, già oggetto di accoglimento con sospensiva del Tar di Lecce a novembre-dicembre 2017”.

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Commenti (1)

  • I t.a.r. ed i consigli di stato vanno aboliti, cancellati.

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