Permesso di costruire illecito, prosciolto il fratello del sindaco di Collepasso

Cadono le accuse di abuso d’ufficio e abuso edilizio mosse a vario titolo nei riguardi di sei persone. Per il giudice “il fatto non sussiste”

LECCE – Non ci sarà alcun processo su un permesso di costruire ritenuto illegittimo, al quale ne avrebbero fatto seguito degli altri, rilasciato al fratello del sindaco di Collepasso Paolo Menozzi, Vincenzo, 54 anni, di Collepasso. Lo ha deciso il giudice Alcide Maritati che, oggi, al termine dell’udienza preliminare, ha prosciolto, oltre a Vincenzo Menozzi, anche gli altri imputati finiti sott’accusa: i funzionari Fernando Montagna, 56 anni, di Collepasso, e Renato Del Piano, 51, di Racale, nelle vesti di responsabili dell’ufficio tecnico comunale di Collepasso; Francesco De Prezzo, 28, di Collepasso; Daniele Greco, 62, di Lecce; Rocco Antonio Sindaco, 56, anche questo di Collepasso, in qualità di tecnico progettista e direttore dei lavori.

Le accuse contestate a vario titolo erano abuso d’ufficio e abuso edilizio: per la prima il giudice ha stabilito che “il fatto non sussiste”, mentre per la seconda, il non doversi procedere per intervenuta sanatoria. In particolare, attraverso una memoria, gli avvocati difensori di Menozzi, Silvio Verri e Francesco Baldassarre, hanno dimostrato che il primo permesso era legittimo e quindi lo sarebbero stati anche gli altri due successivi. Quanto all’abuso edilizio, è venuto meno poiché nel frattempo il Comune aveva concesso una sanatoria per risanare la lieve difformità riscontrata sul permesso di costruire.

Si chiude così quindi il procedimento iniziato in seguito a un esposto presentato in Comune dal consigliere di opposizione Salvatore Perrone e a due esposti anonimi arrivati negli uffici della Procura per presunti abusi commessi a partire da maggio del 2015, quando Menozzi fece richiesta per avviare lavori di ristrutturazione e realizzazione di servizi igienici di un rudere.

Nel pool degli avvocati difensori c’erano anche gli avvocati Walter Zappatore, Antonio Renna, Orazio Moscatello e Vito Cataldi.

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