Pescatori dispersi, ricerche mai sospese. Da Fiumicino arriva l’imbarcazione “Andromeda”

Tra Torre Vado e Pescoluse operative motovedette e nucleo sommozzatori della guardia costiera. Raccolta fondi per i familiari per coprire la spesa di 25mila euro per l’utilizzo della nave specializzata in ricerche sottomarine

GALLIPOLI - I giorni passati inesorabili e le speranze mai sopite non hanno ancora restituito i corpi dei due pescatori gallipolini, Fabrizio Piro e Damiano Tricarico, dispersi in mare dal 5 febbraio scorso dopo il tragico ribaltamento del motopesca “Aurora” nelle acque antistanti il litorale tra Torre Vado e Pescoluse. Ma le ricerche non si sono mai fermate da parte del personale e delle motovedette della guardia costiera e delle unità navali delle altre forze dell’ordine (sospese solo le attività più intense dei mezzi aerei e subacquei dei vigili del fuoco) e anche da parte dei pescherecci e imbarcazioni dei colleghi di lavoro e volontari che ogni giorno tornano nella zona per perlustrare le zone di mare dove è avvenuto il naufragio.

A bordo anche l’unico sopravvissuto alla sciagura, il figlio del capobarca, Cosimo Piro e tutti i parenti e amici gallipolini che non perdono la speranza di recuperare almeno i corpi dei due sfortunati pescatori per dare loro una degna sepoltura. L’ipotesi è che gli stessi siano insabbiati o incastrati proprio negli anfratti del fondale. Gli appelli affinché si prosegua nelle ricerche con mezzi e attrezzature più sofisticate si susseguono. Mentre da un paio di giorni nella zona di Pescoluse e Torre Vado, oltre alle motovedette della capitaneria di porto di Leuca e Gallipoli, operano anche i sommozzatori del Primo nucleo operatori subacquei della guardia costiera giunti da San Benedetto del Tronto. Dalla capitaneria di porto di Gallipoli, diretta dal comandante Pasquale Mazza, si conferma che l’attività di ricerca non si è di fatto mai fermata, nonostante le condizioni meteo marine non sempre favorevoli. Intanto nei prossimi giorni arriverà direttamente da Fiumicino, per effettuare ricerche più approfondite con sonar ed ispezioni visive, l’imbarcazione “Andromeda”, specializzata nelle attività di questo genere,  di proprietà della Globe Exploration Srl di Roma”, progettata e costruita a Gallipoli nel cantiere Conarg dei fratelli Roberto e Antonio Giurgola.

E’ quanto ha annunciato ufficialmente, in qualità di portavoce della famiglia Piro, Mirco Casarano il cognato del pescatore disperso. “Ringrazio a nome dei familiari i tantissimi che hanno preso parte con generosità alla ricerca degli scomparsi in mare, Fabrizio Piro e Damiano Tricarico” dice Mirco  Casarano, “dal 5 febbraio ad oggi, però le ricerche sono state vane perche è necessario procedere con una imbarcazione attrezzata con sofisticata e speciale tecnologia. Grazie alla intercessione di amici ho reperito l’imbarcazione necessaria a Roma, di proprietà della Globe Exploration Srl, una tra le più specializzate imbarcazioni da ricerca in Italia. Il rilievo sarà eseguito con l’imbarcazione da ricerca scientifica Andromeda attraverso un sistema denominato sonar a scansione laterale e di un sistema di posizionamento ad alta precisione. Il tutto sarà interfacciato ad un computer che registrerà con soluzione di continuità tutti i dati. Gli stessi verranno poi analizzati a fine giornata per mappare i target presenti in area”.                          

Le ricerche con l’aiuto del sonar

Il Side scan sonar sarà, o trainato, o posizionato al di sotto dell’imbarcazione a seconda della profondità che si incontrerà. Le linee di navigazione saranno parallele e la copertura delle immagini acquisite avranno tra una linea e l’altra il 15 per cento di overlap, con una copertura quindi del fondale ispezionato di oltre il 130 per cento. Ove vi saranno target non riconoscibili o dubbi, si utilizzerà il sistema Rov per una ispezione visiva immediata, le immagini saranno registrate su un sistema digitale. Già martedì prossimo, 5 marzo, l’amministratore unico della Globe Exploration srl, Mauro Del Sette ha fatto presente che potrebbe essere in partenza da Fiumicino verso  Pescoluse, per iniziare dal successivo 6 marzo le ricerche. Perché ciò accada bisognerà anticipare i costi di trasporto, oltre alle spese di allestimento, per un totale di 6mila euro oltre iva. Mentre il costo giornaliero dell’attività di ricerca è di 2 mila euro, oltre ai costi di vitto e alloggio, ormeggio e richiesta di autorizzazione, per un totale di circa 25 mila euro per dieci giorni di attività di ricerca.

L’appello e la raccolta fondi: ecco l’Iban

“La nostra famiglia non possiede la disponibilità di tali somme e per questo abbiamo aperto un conto corrente e queste sono le coordinate bancarie per chi volesse generosamente versare qualsiasi importo” comunica Mirco Casarano e ringrazio fin da ora chi vorrà aiutarci. Abbiamo anche chiesto al sindaco di Gallipoli, Stefano Minerva e alla Provincia di Lecce ed al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano un sostegno economico e siamo fiduciosi di essere considerati. Non possiamo attendere oltre se vogliamo coltivare ancora una pur minima speranza di poter dare almeno una degna sepoltura a chi purtroppo non è più con noi”. Di seguito le coordinate bancarie e la causale per chi volesse contribuire alla raccolta fondi:    

IBAN IT20 Z031 2779 6700 0000 0002 156  

Causale: “Versamento di solidarietà– naufragio Pescoluse del 5 febbraio 2019”

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