Pestaggio e sequestro, scagionato dai presunti complici, ma il 41enne resta in carcere

Confermata la misura cautelare per Ivan Petrelli, di Carmiano, accusato di aver partecipato alla spedizione punitiva di due uomini ai quali veniva attribuito un furto

CARMIANO - Resta in carcere Ivan Petrelli, il 41enne di Carmiano accusato di aver fatto parte del gruppo che avrebbe picchiato e sequestrato due uomini, ritenuti gli artefici del furto nell’abitazione del padre di uno dei componenti dello stesso gruppo, e di aver ordinato la consegna di 8mila euro in contanti come risarcimento.

Non sono bastate le dichiarazioni dei presunti complici, che durante il processo (in corso) l’hanno scagionato, a farlo uscire dalla cella, dove è detenuto dal 16 ottobre, quando i carabinieri della tenenza di Copertino e della compagnia di Gallipoli hanno eseguito l’operazione “I soliti sospetti” (dal nome del celebre film).

Nei giorni scorsi, i giudici, in linea al parere sfavorevole espresso dal pm Paola Guglielmi, hanno respinto la richiesta di revoca della misura e in subordine della sua attenuazione che era stata avanzata dagli avvocati difensori Paolo Spalluto e Arturo Balzani, alla luce delle affermazioni rilasciate in aula dagli altri imputati e da una delle vittime, secondo le quali Petrelli non partecipò alla spedizione punitiva.

Lo stesso imputato aveva preso la parola in una precedente udienza (durante l’interrogatorio di garanzia si era avvalso della facoltà di non rispondere), proclamandosi innocente.

Sott’accusa per lesioni e sequestro di persona ai fini di estorsione, ci sono anche: Cristian Quarta, 27enne di Carmiano, Marco Paladini, 32enne di Carmiano, Stefano Gabellone, 42enne di Monteroni di Lecce, Eupremio Lauretti, 44enne di Carmiano, e Gianfranco Quarta, 42enne di Carmiano.

In aula, dinanzi alla Corte d’Assise (composta dal presidente Pietro Baffa, dalla collega Francesca Mariano e dai giudici popolari) si ritornerà il 21 maggio.

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