Petrachi, in appello un colpo di scena sull'assassinio?

Per il processo d'appello sull'uccisione della donna di 31 anni di Melendugno, avvenuta nel 2002, il Tribunale ha disposto nuove prove e la riacquisizione delle vecchie. Un uomo fu assolto. Rischia?

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LECCE - Potrebbe riservare colpi di scena il processo d'appello per l'omicidio di Angela Petrachi, la 31 enne di Melendugno trovata morta l'8 novembre del 2002 dopo essere stata violentata e martoriata nella tenuta Giammarrei, alla periferia del paese. Il Tribunale ha disposto la rinnovazione parziale dell'istruttoria dibattimentale: nuove prove, dunque, e riacquisizione di quelle già assunte al fine di far emergere ulteriori elementi utili al pronunciamento dei giudici.

L'unico imputato di quello che viene ricordato come uno degli omicidi più efferati degli ultimi anni, Giovanni Camassa, agricoltore di 41 anni originario di Melendugno, venne assolto dalla Corte d'Assise per non aver commesso il fatto, ma dopo aver scontato tre anni e mezzo di carcere. Il castello accusatorio edificato dal pubblico ministero Maria Cristina Rizzo, che aveva invocato l'ergastolo per il 41enne, si basava essenzialmente su una serie di indizi che, per quanto ritenuti gravi e concordanti tanto da giustificare la misura cautelare per Camassa, non hanno convinto i giudici d'Assise ad emettere una sentenza di condanna.

L'esame delle celle telefoniche avrebbe permesso di confermare la presenza di Camassa nel luogo e nell'orario dell'omicidio; alcuni testimoni avrebbero inoltre detto di sapere che l'uomo doveva incontrarsi con la Petrachi il pomeriggio della scomparsa di quest'ultima, poiché doveva acquistare un cane per i suoi bambini; ancora, contro l'agricoltore una intercettazione ambientale tramite una cimice inserita nella sua macchina grazie alla quale è emersa una conversazione in cui l'uomo intimava alla sua fidanzata di non parlare dell'omicidio. Ma non è bastato. Il pubblico ministero ha proposto appello ed oggi la decisione della Corte fa intravedere uno spiraglio per l'accusa. Il Tribunale ha disposto una nuova perizia tecnica delle celle telefoniche per poter meglio stabilire se la vittima e l'imputato si trovassero insieme il pomeriggio di quel 26 ottobre; una ripulitura dei nastri delle intercettazioni ambientali per chiarire meglio le parole pronunciate da Camassa e dalla fidanzata; un'acquisizione dei rilievi fotografici dell'auto della vittima ed una perizia collegiale al fine di fornire un profilo criminologico dell'assassino.

"Prendiamo atto del fatto che la Corte abbia disposto una serie di perizie per far luce sull'omicidio - afferma il legale dell'imputato, l'avvocato Francesca Conte - ma siamo estremamente sereni poiché nel corso del giudizio di primo grado sono state proprio le perizie tecniche, più delle prove testimoniali, a dimostrare l'assoluta estraneità di Camassa; speriamo che queste nuove acquisizioni sanciscano una volta per tutte la totale innocenza del mio assistito".

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