Chiazza giallastra a riva: tecnici Arpa in spiaggia per fare alcuni prelievi

Diversi bagnanti hanno chiamato guardia costiera e carabinieri, che a loro volta hanno richiesto i sondaggi. L'anno scorso segnalazioni simili si conclusero però con un falso allarme: la colorazione era dovuta a un'alga

PORTO CESAREO – In mattinata quella grossa chiazza di sfumatura giallastra, tendente al marrone, era stata già stata avvistata in mare, in posizione più distante. Nel primo pomeriggio, con il cambio di vento, si è spostata sotto costa, praticamente toccando riva, a Porto Cesareo. E diversi bagnanti, allarmati, hanno richiesto un intervento. Intorno, per un’estensione di diverse centinaia di metri, s’è creato una sorta di vuoto. Ben pochi si sono avventurati in quell’acqua dal colorito tutt’altro che invitante.

Ma di cosa potrebbe trattarsi? Quale la provenienza precisa? E ci sono rischi per la salute? Inutile avventurarsi, per ora, in ipotesi. Bisognerà attendere l’esito dei campionamenti. A effettuarli ci hanno pensato i tecnici dell’Arpa. Sono stati chiamati sul posto dalla guardia costiera e dai carabinieri, a loro volta chiamati dai presenti che hanno assistito all’inquietante scena dell’avvicinamento della chiazza scura verso la battigia, fino a occupare un ampio tratto davanti alla spiaggia libera.

L’Arpa ha effettuato sei campioni di acqua marina e ha prelevato anche delle sabbia, riempiendone un sacco. Sarà tutto analizzato nelle prossime ore per capire se vi sia stato qualche sversamento e quale sia la composizione del liquido.

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Video | I prelievi in mare e sull'arenile

Il fenomeno, peraltro, non sarebbe nuovo e già avvistato in passato. Ma l’anno scorso, qualcosa di simile si concluse con un falso allarme. Furono alcune alghe del genere Gyrodium a infondere una colorazione giallastra. Un fatto naturale, si disse, tipico di un periodo molto caldo, con temperatura dell’acqua a sua volta elevata. Che ci si trovi di fronte a una riproposizione dello stesso fenomeno?

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