Feste non autorizzate e droga, chiusura forzata per ristorante e circolo

Stop rispettivamente di dieci e quindici giorni per "Le Darsene" di Porto Cesareo e "Rosa" di Gallipoli, su ordine del questore

LECCE – Stop forzato per diversi giorni a un bar e a un circolo privato. Sono gli ennesimi provvedimenti assunti dal questore di Lecce, Andrea Valentino, sulla scorta dell’articolo 100 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. Per dieci giorni dovrà restare chiuso il ristorante e bar “Le Darsene” di Porto Cesareo, mentre per ben quindici il circolo privato “Rosa” di Gallipoli.

Spaccio e feste non autorizzate

Nel caso del locale di Porto Cesareo, come già avvenuto di recente per altre attività, il provvedimento cautelare è stato emesso in seguito all’operazione “Movida”, con diversi arresti avvenuti ad agosto scorso dopo indagini di Squadra mobile e del Servizio centrale operativo della polizia. Un’attività nata dall’esigenza di reprimere lo spaccio di sostanze stupefacenti all’interno di bar, pub, ristoranti di località balneari salentine, molto frequentati dai giovani.

Nella vicenda che vede al centro “Le Darsene”, il locale è rientrato di riflesso nell’operazione per via dell’arresto di due soggetti che proprio lì dentro, in concorso, avrebbero ceduto cocaina. Ma non c’è solo questa vicenda. Ve n’è una più diretta, che riguarda, nello specifico, il titolare, al quale è stato contestato lo svolgimento senza licenza di almeno due serate da ballo, con musica selezionata da dj e numerosi avventori intenti a ballare su una pista ricavata all’esterno della struttura del ristorante. Il provvedimento è stato eseguito dalla Divisione di polizia amministrativa e sociale.

Pregiudicati e hashish nel circolo

Foto per stampa - Gallipoli-2Discorso a parte per il circolo privato “Rosa”, che ha subito un provvedimento di sospensione dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande e di esercizio del gioco con apparecchi new slot perché nel corso verifiche eseguite dai poliziotti del Commissariato di Gallipoli (che hanno anche eseguito la misura odierna), sarebbe stata accertata la frequentazione da parte di soggetti con precedenti penali e giudiziari. Soggetti che, peraltro, non avrebbero nemmeno avuto titolo per accedere al locale, non essendo iscritti come soci.

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E c’è di più. Non solo fra esterni, ma anche fra soci stessi del circolo sarebbero state trovate persone con precedenti e, fra queste, anche assuntori di sostanze stupefacenti. Fra l’altro, il 29 giugno scorso, fu pure arrestato in flagranza dai poliziotti il gestore, trovato con hashish. Tutte circostanze, nel caso di Porto Cesareo e di Gallipoli, che hanno indotto il questore a tutelare le esigenze di sicurezza pubblica.

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