Porto Cesareo dichiara guerra alla mucillagine

L'economia della marina, basata essenzialmente sul settore ittico, è quasi al collasso. Il sindaco Foscarini chiede l'intervento del ministro De Castro e lo stato di calamità naturale

La mucillagine rischia di portare l'economia di Porto Cesareo al collasso. Sono ormai mesi che l'economia cittadina, basata essenzialmente sui preziosi frutti del mare, è al tappeto. I pescatori sono sul piede di guerra e l'amministrazione comunale vuole fiancheggiarli in questa battaglia. Il fenomeno ha iniziato a manifestarsi verso l'inizio dell'anno. Dal gennaio in poi, un'escalation continua. Fino ai movimenti di piazza dei pescatori, ormai stanchi di andare al largo con le barche e di tornare a mani vuote.

"Al momento di tirare a bordo le reti - hanno spiegato più volte alcuni pescatori cesarini -, di pesce neanche l'odore. Solo e soltanto decine e decine di chili di microalghe che le appesantiscono a dismisura, col rischio, nella stragrande maggioranza dei casi, d'essere costretti a abbandonarle in mare. Come dire: oltre al danno, la beffa".

Vito Foscarini, sindaco della marina Jonica, l'assessore alla Pesca Giuseppe Fanizza e l'intera assise cittadina, stanno cercando di porre rimedio al problema, con diverse iniziative. A partire dalla riattivazione della "Consulta pesca". Il settore ittico, che fa da importante traino anche per il turismo, è davvero vitale. Ieri, martedì 3 aprile, l'ultimo di una serie di incontri affrontati da sindaco ed assessore alla Pesca. I due esponenti dell'amministrazione si sono incontrati a Bari con l'assessore provinciale alla Pesca Cosimo Durante, l'assessore regionale Enzo Russo, le Capitanerie di porto pugliesi ed i rappresentanti di associazioni e cooperative di settore.

L'assessore Russo ha manifestato la convinzione di voler sostenere l'attività della pesca ritenendola fondamentale per lo sviluppo socio-economico e turistico del Salento, assicurando il proprio intervento e dichiarandosi disponibile ad organizzare un incontro a Roma con il ministro delle Risorse agricole alimentari e forestali, Paolo De Castro. La riunione operativa dovrebbe svolgersi il 10 o l'11 aprile. Dopodiché, si è deciso che "se per l'ennesima volta, dovesse essere negato il riconoscimento dello stato di calamità naturale, tutta la marineria pugliese proclamerà uno sciopero generale".

In un successivo incontro presso il Comune di Leveranno, il sindaco di Porto Cesareo ha protestato vivacemente verso l'inerzia del Governo, davanti al sottosegretario alla Difesa Marco Verbaschi, al quale è stato chiesto di intercedere presso il ministro delle Risorse agricole alimentari e forestali perché questi prenda a cuore l'opportunità di riconoscere la negata calamità naturale, intervenendo con benefici finanziari.

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