Fu accusato di concussione nel 2005, assolto l’ex sindaco di Sanarica

Il reato non fu commesso, e neppure tentato. Lo hanno stabilito i giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Lecce. La vicenda si riferisce a tre episodi, risalenti ad alcuni anni addietro, in cui Sergio Santese fu accusato di aver impiegato il suo ruolo per intascare denaro

Un'aula del tribunale

LECCE – Non ci fu alcuna concussione, nemmeno tentata, da parte dell’ex sindaco di Sanarica, Sergio Santese. A stabilirlo i giudici della seconda sezione penale (presieduta da Stefano Sernia). Nel mirino degli inquirenti erano finiti tre episodi (una presunta concussione e due tentativi), collocabili nell'arco di tempo tra il 2005 e il 2006, in cui secondo l’accusa Santese aveva impiegato i suoi poteri di primo cittadino per intascare alcune migliaia di euro di denaro pubblico e da imprese private.

Volontà che, se non assecondata, avrebbe comportato un ritardo nel rilascio di autorizzazioni o la revoca d’incarichi. Il pubblico ministero Giovanni Gagliotta aveva invocato una condanna a dieci anni di reclusione. Una tesi non condivisa dalla Corte, che dopo aver riqualificato i fatti, ha sancito il non doversi procedere per intervenuta prescrizione per le accuse di tentata concussione, mentre per l’accusa di concussione è stato ritenuto che il fatto non costituisce reato. I legali di Santese, gli avvocati Pasquale e Giuseppe Corleto, hanno ripercorso passo dopo passo l’iter giudiziario del loro assistito, smontando la tesi accusatoria.

L’ex sindaco, invece, è stato condannato a due anni (pena sospesa) per il solo reato di abuso d’ufficio. Condanna per cui l’ex primo cittadino si dice pronto a proporre appello. Nel febbraio del 2008 Santese fu anche destinatario di una misura cautelare degli arresti domiciliari.

I giudici hanno assolto con formula piena, perché il fatto non costituisce reato, anche Fernando Caputo, 58 anni, all’epoca dei fatti vicesindaco di Sanarica. Assoluzione, infine, perché il fatto non costituisce reato, per gli altri due imputati: il ragioniere comunale Antonio Perrone e il responsabile del servizio Finanziario, Orazio Nuzzachi, di 60 e di 62 anni. Gli imputati erano assistiti dagli avvocati Luigi ed Alberto Corvaglia, Silvia Mauro ed Andrea Starace. Al termine del processo i giudici hanno disposto l’invio degli atti alla Procura per sei testi (tre dell’accusa e tre della difesa) per l’ipotesi di falsa testimonianza.