Fu accusato di concussione nel 2005, assolto l’ex sindaco di Sanarica

Il reato non fu commesso, e neppure tentato. Lo hanno stabilito i giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Lecce. La vicenda si riferisce a tre episodi, risalenti ad alcuni anni addietro, in cui Sergio Santese fu accusato di aver impiegato il suo ruolo per intascare denaro

A.M. 28 marzo 2013
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LECCE – Non ci fu alcuna concussione, nemmeno tentata, da parte dell’ex sindaco di Sanarica, Sergio Santese. A stabilirlo i giudici della seconda sezione penale (presieduta da Stefano Sernia). Nel mirino degli inquirenti erano finiti tre episodi (una presunta concussione e due tentativi), collocabili nell'arco di tempo tra il 2005 e il 2006, in cui secondo l’accusa Santese aveva impiegato i suoi poteri di primo cittadino per intascare alcune migliaia di euro di denaro pubblico e da imprese private.

Volontà che, se non assecondata, avrebbe comportato un ritardo nel rilascio di autorizzazioni o la revoca d’incarichi. Il pubblico ministero Giovanni Gagliotta aveva invocato una condanna a dieci anni di reclusione. Una tesi non condivisa dalla Corte, che dopo aver riqualificato i fatti, ha sancito il non doversi procedere per intervenuta prescrizione per le accuse di tentata concussione, mentre per l’accusa di concussione è stato ritenuto che il fatto non costituisce reato. I legali di Santese, gli avvocati Pasquale e Giuseppe Corleto, hanno ripercorso passo dopo passo l’iter giudiziario del loro assistito, smontando la tesi accusatoria.

L’ex sindaco, invece, è stato condannato a due anni (pena sospesa) per il solo reato di abuso d’ufficio. Condanna per cui l’ex primo cittadino si dice pronto a proporre appello. Nel febbraio del 2008 Santese fu anche destinatario di una misura cautelare degli arresti domiciliari.

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I giudici hanno assolto con formula piena, perché il fatto non costituisce reato, anche Fernando Caputo, 58 anni, all’epoca dei fatti vicesindaco di Sanarica. Assoluzione, infine, perché il fatto non costituisce reato, per gli altri due imputati: il ragioniere comunale Antonio Perrone e il responsabile del servizio Finanziario, Orazio Nuzzachi, di 60 e di 62 anni. Gli imputati erano assistiti dagli avvocati Luigi ed Alberto Corvaglia, Silvia Mauro ed Andrea Starace. Al termine del processo i giudici hanno disposto l’invio degli atti alla Procura per sei testi (tre dell’accusa e tre della difesa) per l’ipotesi di falsa testimonianza.

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  • Avatar di Sergio Santese

    Sergio Santese La montagna ha partorito un topolino? (di Sergio Santese) Le cronache italiane ci hanno da tempo abituati ad assistere a clamorose inchieste giudiziarie, spesso accompagnate da eccellenti arresti, che dopo molti anni si sono dimostrate del tutto inadeguate alle attese di chi le aveva promosse o stimolate. E' esattamente quanto accaduto nella vicenda giudiziaria che mi ha riguardato. La mattin...a del 18 febbraio 2008, nella mia qualità di Sindaco del Comune di Sanarica, fui attinto da una ordinanza di custodia cautelare di arresti domiciliari, in quanto ero gravemente indiziato d'aver utilizzato la mia carica pubblica per conseguire diverse tangenti. Tra gli elementi posti a fondamento di tali accuse v'erano le dichiarazioni di un mio antagonista politico, di un mio ex assessore dimissionario e di un architetto che era il fiduciario della precedente amministrazione comunale, che da tempo aveva smesso di mungere incarichi al Comune di Sanarica. Successivamente, era chiesto ed ottenuto il mio rinvio a giudizio per reiterata tentata concussione ai danni di quell'architetto, in concorso con il vicesindaco, per concussione ai danni di un Energy Manager che non mi aveva mai accusato, e per concorso in abuso d'ufficio, con due funzionari comunali. Dopo cinque anni, il Tribunale di Lecce ha ritenuto che il fatto commesso dai funzionari non costituisce reato, mentre il mio concorso con loro in tale fatto non delittuoso da loro commesso costituisca abuso d'ufficio solo per me, da punire con due anni di reclusione, pena sospesa. Per le accuse di tentata concussione il Tribunale ha ritenuto di non doversi procedere sia a carico del Sindaco che del vicesindaco, per intervenuta prescrizione; mentre per l'accusa di concussione consumata è stato ritenuto che il fatto non costituisce reato. Le dichiarazioni del mio antagonista politico, unitamente a quelle rese da altri soggetti nel processo sono state trasmesse dal Tribunale al Pubblico Ministero per il reato di falsa testimonianza. La montagna ha partorito un topolino? Sembrerebbe proprio di si a giudicare dalle precedenti roboanti richieste di condanna del Pubblico Ministero a dieci anni di reclusione per il Sindaco, ad anni sei per il vicesindaco e ad anni tre per ciascuno dei funzionari comunali. Il tribunale si è riservato di depositare le ragioni del suo convincimento nel termine di 90 giorni. Ora, nell'esprimere il mio plauso verso un attento Tribunale che ha saputo decidere cum grano salis l'intera complessa vicenda che gli era stata così clamorosamente sottoposta dal Pubblico Ministero, ed il mio sentimento di gioia per la ritenuta estraneità ai fatti contestati al vicesindaco ed ai due funzionari comunali, ho il dovere, altresì, di esprimere al momento le mie legittime riserve sulla singolare condanna nei miei confronti per abuso d'ufficio su un fatto contabile commesso dai due funzionari, del quale rispondevo in concorso con loro, che è stato invece considerato privo di rilevanza penale. E' ampiamente noto come, da Aristotele a Cicerone, fino all'ambito moderno delle nostre culture e sensibilità, la rigorosa applicazione dei principi del diritto e della giustizia, spinta all'estremo, finisca per rovesciarsi nel suo diretto opposto: summum ius summa iniuria? Ma la motivazione della sentenza consentirà di chiarire tale singolare aspetto giuridico, sul quale ovviamente preannuncio un vibrante appello, nonostante che il relativo reato si prescriverà il prossimo mese di settembre. Concludo ringraziando sentitamente l'avvocato Luigi Corvaglia e l'avvocato Giuseppe Corleto, per la pregevole energia profusa nella vicenda giudiziaria de qua e per la incondizionata fiducia e solidarietà dimostratami in tutto il travagliato e complesso iter processuale.

    il 29 marzo del 2013