Presunti illeciti nella concessione di autorizzazioni al lido, cinque a giudizio

Al centro dell'inchiesta il lido Bahia del Sol a Porto Cesareo. A processo, sindaco, titolare, amministratori e un militare

LECCE – Ci sarà un processo per stabilire se vi siano stati presunti favori e illeciti legati al lido Bahia del Sol affinché ottenesse in maniera illecita più autorizzazioni in deroga per feste notturne. Una sorta di sistema di legami e conoscenze, ipotizza al Procura, volto a favorire l’imprenditore Luca Mangialardo, titolare con la sorella di uno dei lidi più noti di Porto Cesareo.

Il gup Stefano Sernia ha rinviato a giudizio cinque persone. In particolare, oltre Mangialardo, sono finiti a processo sindaco Salvatore Albano, Fernando Antonio Basile (già primo cittadino negli anni ‘80), l’istruttore tecnico e geometra Maurizio D’Andria (dipendente dell’ufficio urbanistica) e persino un militare della guardia costiera gallipolina, al qual è stato contestato un episodio specifico: avrebbe avvisato il titolare di un’ispezione.   

Le accuse a vario titolo sono di abuso d’ufficio e concorso in falso ideologico e materiale in atto pubblico. Al militare Stefano Stella, dipendente dalla capitaneria di porto di Gallipoli è contestata la rivelazione di segreto d’ufficio. L'avvocato Paolo Spalluto ha evidenziato come il suo assistito non fosse in servizio al momento dei fatti contestati.

Secondo gli inquirenti, la struttura avrebbe beneficiato di una mole più che sospetta di autorizzazioni in deroga in date anche relativamente ravvicinate. Autorizzazioni, per inciso, che dovrebbero essere solo in via temporanea e ben distanziate nel tempo. Il tutto, secondo l'ipotesi accusatoria, sarebbe avvenuto in maniera indebita, tramite un giro di conoscenze in cui si sarebbero attivati, di volta in volta, il politico o l’amministratore di turno. I carabinieri della compagnia di Campi sarebbero stati in grado di accertare casi in cui la documentazione sarebbe persino stata prodotta al di fuori degli orari d’ufficio.

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