Presunti illeciti nel rinnovo del consiglio della Bcc, a processo il sindaco e altri cinque

Si aprirà il 3 giugno il processo a Giancarlo Mazzotta e ad altri imputati. Prosciolto il fratello Dino ed altri due. Cade l’accusa di “illecita influenza sull’assemblea”

LECCE - Sarà un processo a stabilire se è vero che, nel 2014,  le elezioni per il rinnovo del consiglio di amministrazione della Banca di Credito Cooperativo Terra D’Otranto furono condizionate dalla Sacra Corona Unita. Lo ha deciso oggi il gup Sergio Tosi chiamato a valutare (in seguito alla ricusazione del collega Vincenzo Brancato) la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura, fissando al prossimo 3 giugno l’inizio del dibattimento dinanzi ai giudici della prima sezione penale del tribunale di Lecce.

In aula ci saranno il sindaco di Carmiano Giancarlo Mazzotta e altri cinque imputati: Luciano Gallo, 50 anni, di Martano; Ennio Capozza, 62 anni, di Lecce; Giovanni Mazzotta, 53 anni, di Monteroni, alias Gianni Conad”; Saulle Politi, 46 anni, di Monteroni; Maria Grazia Taurino, 53 anni, di Carmiano.

In tre, invece, sono stati prosciolti. Questo perché, al termine dell’udienza preliminare, è caduto con sentenza di “non luogo a procedere”, il reato di “illecita influenza sull’assemblea”, di cui rispondevano lo stesso primo cittadino, il fratello Dino, 43 anni, di Carmiano, il direttore della filiale di Monteroni della Bcc Tommaso Congedo, 43, di Monteroni, il consigliere uscente Giuseppe Luigi Caiaffa, 55, di Carmiano, (la cui posizione resta aperta, perché stralciata per un vizio di procedura) e il vicepresidente uscente Italo Potì, 82 anni, di Melendugno.

Secondo l’accusa, ognuno nel proprio ruolo avrebbe commesso una serie di azioni illecite consistite nella raccolta di deleghe per l’esercizio del diritto di voto nell’assemblea convocata per il rinnovo del consiglio rilasciate in bianco dai soci; nella falsa autentificazione delle firme dei soci e nel successivo inserimento del nominativo del socio delegato, contattato in precedenza e acquisita la disponibilità a votare in favore della lista capeggiata da Dino Mazzotta. L’obiettivo sarebbe stato quello di far ottenere a quest’ultimo la maggioranza dei voti. Ma, come detto, il giudice ha ritenuto infondata l’accusa.

Il sindaco: "Sono innocente, vittima di una vendetta politica"

Giancarlo Mazzotta-8Estorsione e tentata estorsione aggravate dal metodo mafioso, violenza privata e tentata concussione sono le accuse mosse al sindaco di Carmiano nell’inchiesta condotta dal pubblico ministero Carmen Ruggiero con i carabinieri del Ros e della compagnia di Campi Salentina. Ma il primo cittadino si è sempre proclamato innocente.

“Non ho mai conosciuto Saulle Politi. Sono solo vittima di una vendetta politica”, queste alcune delle dichiarazioni spontanee rilasciate oggi in aula da Mazzotta, secondo il quale l’ex deputato di Alleanza Nazionale Achille Villani Miglietta (parte civile con l’avvocato Carlo Gervasi) gli avrebbe serbato rancore in merito a un progetto di un impianto di bio compostaggio.

Il collegio difensivo

A difendere gli imputati, gli avvocati Laura Minosi,  Massimo Bellini, Pantaleo Cannoletta, Luigi Rella, Francesco Paolo Sisto, Paolo Pepe, Giampaolo Potì, Paolo Spalluto, Ladislao Massari, Saveria Maria Perrone, Antonio Savoia, Francesco Caroleo Grimaldi e Carlo Sariconi.

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