Processo "Galatea2", condanna a tre anni e mezzo per Flavio Fasano

L'avvocato Fasano ha annunciato che si candiderà comunque alla carica di sindaco di Gallipoli nelle prossime elezioni amministrative

LECCE – Si è chiuso con cinque condanne e un’assoluzione (dopo nove ore di camera di consiglio), il processo di primo grado nato dall'inchiesta denominata "Galatea 2", che vede tra gli imputati Flavio Fasano, ex assessore provinciale e già sindaco di Gallipoli, condannato a tre anni e mezzo. Il pubblico ministero Elsa Valeria Mignone aveva chiesto, al termine di una lunga requisitoria, una condanna a sei anni per l’avvocato gallipolino (assolto da molti dei capi d’imputazione).

Condanna a due anni per Gino Siciliano, 73 anni ed ex amministratore della Lupiae Servizi; un anno e otto mesi per l'imprenditore Giovanni La Gioia, 39 anni di Trepuzzi, ex presidente della sezione Comunicazione di Confindustria; otto mesi per Michele Patano, all’epoca dei fatti direttore tecnico del Cotup. Assoluzione, invece, per Michela Corsi, 43enne di Roma, ex collaboratrice dell'autorità di vigilanza sui contratti pubblici. I cinque imputati rispondono a vario titolo di corruzione, turbativa d'asta, violazione del segreto d'ufficio e falso in atto pubblico.

DS-fasano-3-8Fasano era presente (come per ogni udienza) in aula e ha ascoltato, con grande tranquillità e serenità, la lettura della sentenza. Il politico salentino ha annunciato che si candiderà a sindaco di Gallipoli nelle prossime amministrativa.

Tra gli episodi contestati ed emersi nell'ambito dell'operazione Galatea: la gara d'appalto per la rimozione della cartellonistica pubblicitaria e la gestione degli spazi pubblicitari, bandita dalla Provincia di Lecce nel mese di dicembre 2008; e il progetto per la realizzazione dell'Istituto Nautico di Gallipoli, avviato dalla Provincia di Lecce nel 2009 (unico episodio per cui l'avvocato Fasano è stato condannato).

Si chiude dunque il primo atto di una lunga e complessa vicenda giudiziaria in cui accusa e difesa si sono fronteggiate sull’inutilizzabilità delle intercettazioni telefoniche. La difesa di Fasano ha anche presentato una dichiarazione (poi respinta) di ricusazione nei confronti del presidente del collegio giudicante, Roberto Tanisi. Bisognerà ora attendere il deposito delle motivazioni della sentenza per avere un quadro più preciso della vicenda. 

Fasano è assistito dagli avvocati Andrea Fares e Francesco Paolo Sisto. Nel collegio difensivo anche gli avvocati Pasquale e Giuseppe Corleto.

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