Processo sui palazzi di via Brenta, chiesta la condanna per la Poli Bortone

Sei anni la pena invocata dalla Procura per l'ex sindaco di Lecce e altri cinque imputati. Tre, invece, le richieste di assoluzione

LECCE – Una storia infinita. Sembra giungere al capolinea, con le richieste della pubblica accusa, il secondo processo per una delle indagini più controverse della storia recente del capoluogo salentino, quello sui palazzi di via Brenta, sede del polo della giustizia civile leccese. Il sostituto procuratore Maria Vallefuoco (in aula era presente anche il procuratore Leonardo Leone De Castris) ha chiesto la condanna a sei anni per sono l’ex sindaco di Lecce Adriana Poli Bortone; l’allora consigliere giuridico Massimo Buonerba; Pietro Guagnano, legale rappresentante della Socoge; Vincenzo Gallo, funzionario ed agente della SelmaBipiemme; e Giuseppe Naccarelli, ex dirigente del servizio finanziario del Comune di Lecce. Chiesta l’assoluzione per Ennio De Leo, ex assessore al Bilancio del Comune di Lecce; Maurizio Ricercato e Fabio Mungai, amministratore delegato e dirigente della Selmabipiemme. Le accuse a vario titolo sono di peculato, tentato peculato e abuso d’ufficio. Il Comune di Lecce, assistito dall'avvocato Andrea Sambati, e la Selma, si sono costituiti parte civile. L’udienza è stata aggiornata al 19 gennaio.

Quella sui palazzi di via Brenta è un’inchiesta rinata alla fine del processo in cui il giudice Stefano Sernia, pur riconoscendo quasi in pieno l’ipotesi accusatoria, ha ritenuto che vi fosse un fatto diverso da quello contestato e che, pertanto, il reato non è di truffa, bensì di concorso in abuso d’ufficio e peculato. Un reato per cui non è competente il tribunale monocratico ma quello collegiale. Per quei fatti, datati 2006, non c’è ancora stato nemmeno il verdetto di primo grado, e la prescrizione si avvicina sempre di più.

Secondo quanto ipotizzato dall'accusa, rappresentata dal procuratore aggiunto Antonio De Donno, “Buonerba, che agiva d’intesa con il sindaco Poli Bortone e su indicazione della stessa e nell’interesse della Socoge che aveva l’esigenza di definire una situazione debitoria, suggeriva a Naccarelli di avviare la procedura amministrativa finalizzata all’acquisizione in leasing, anziché in semplice locazione, ei due immobili di via Brenta”. Si sarebbe dunque cercato di agevolare la Socoge, proprietaria degli immobili di via Brenta.

Questa ha poi venduto i due complessi alla società Selmabipiemme, che li ha poi ceduti in leasing al Comune di Lecce. Le due società si sarebbero accordate per stipulare un contratto di leasing ben più oneroso del valore reale, proprio in previsione che il Comune subentrasse alla Socoge e dunque ne ereditasse le condizioni svantaggiose. Un contratto di leasing che impegnò l'amministrazione leccese a versare due milioni e mezzo di euro all'anno per 20 anni, oltre ad un riscatto di 14 milioni di euro. Nel mezzo cifre gonfiate e atti falsificati, tutto – secondo la Procura – a scapito del Comune e di un danno patrimoniale di milioni di euro.

Gli imputati sono assistiti dagli avvocati Sabrina Conte, Viola Messa, Giorgio Memmo, Gaetano De Mauro, Francesco Centonze, Stefano De Francesco e Massimo Manfreda.

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Commenti (14)

  • Per una volta, una sola volta, vorrei vedere in galera e la confisca di tutti i beni di un politico disonesto. Cosa vuol dire prescrizione? Se un povero pensionato si attarda a pagare una semplice multa, le sanzioni lo perseguiteranno a vita, mentre dall'immunità parlamentare alle varie prescrizioni, i nostri politici possono proteggersi i loro tesoretti in tutta tranquillità. Auguriamoci che ci sia un giudice che rimanga sordo a pressioni e sollecitazioni di amici degli amici. Speriamo che questo processo si svolga in un'aula di tribunale e non in un salotto. Vai avanti Leone De Castris, facci rimpaciare con la vera giustizia.

  • costose (per noi) sceneggiate, aspettando la prescrizione...

  • Con che faccia la Poli Bortone fa l'assessore in quel di Matera?La vergogna non ha limiti!

  • Nausea e vomito mi colpiscono a leggere queste notizie. Ed hanno ancora la faccia tosta di presentarsi in pubblico e riempire pagine di giornaletti locali con le loro interviste e pareri sulla situazione politica! Leone de Castris, fai un po’ di pulizia, per favore! Andrà purtroppo tutto prescritto, ma non nelle coscienze di Tutti i responsabili! È comunque la Fine della intoccabilità. Dio, patria e famiglia. ( la loro famiglia, però!). Forse è l’anno buono.....per andare in serie B! Forza Lecce!

  • Ah ah ah e continuano a buttarci fumo negli occhi con le chiacchiere della criminalità, sacra corona, e quant’altro. Questi hanno rubato milioni di euro e alla fine sono tutti a casa loro che si godono il maltolto, alla faccia della giustizia e dei contribuenti.

  • ho fiducia nella magistratura ( un po meno in quella leccese asservita ai potentati locali) vedremo gli sviluppi......

  • ahahahh si si come no, e loro pagano da adesso.

  • Che vigliacchi......., con la gente che non arriva a fine mese.

  • Non ce' tanto da commentare aspettiamo la fine per poi commentare da quello che si dice , ce troppa gente che voleva mangiare . E se anno sbagliato e giusto che paghino .

  • ruberie e anche degrado ai danni della città. La prescrizione è una vigliaccata.

  • Prescrizione pressoché certa. Attività del tutto inutile.

  • Se si dovesse arrivare alla prescrizione per decorrenza dei termini di questa emblematica vicenda, quanto vale chiudere bottega, perché nella giustizia italiana non ci crederà più nessuno.

  • La bolla di sapone sta per scoppiare! Tutta una farsa, con soldi pubblici buttati in ruberie e atti giudiziarie difficilmente recuperabili. Chi ha rubato si è goduto e continuerà a godersi il maltolto e con la prescrizione festeggerà a "tarallucci e vino" la fine del presunto incubo.

  • Egregi Signori Magistrati, fate di tutto per evitare PRESCRIZIONI, lo chiedono tutti i cittadini.

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