“Nessuna bomba ecologica”. La Procura ridimensiona l’allarme sulla discarica

Il procuratore della Repubblica, Cataldo Motta, ed Ennio Cillo, capo del pool che si occupa di reati ambientali, correggono il tiro di alcuni organi di stampa dopo la scoperta di rifiuti abbandonati su un terreno nel leccese

Cataldo Motta.

LECCE - La Procura di Lecce torna a smentire l’ipotesi di un’emergenza ecologica nel Salento. Con un comunicato stampa il procuratore della Repubblica, Cataldo Motta, e il procuratore aggiunto, Ennio Cillo, confermano l’attenzione rispetto alle problematiche ambientali e alle situazioni degne di attenzione “mantenendo il controllo del territorio con interventi modulati a seconda della gravità di esse”.

La nota arriva all’indomani dell’ampio risalto dato da alcuni organi di informazione alla notizia riguardante una discarica abusiva scoperta su un terreno di 20mila metri quadrati tra Surbo e le marine di Torre Chianca e Torre Rinalda. Per i procuratori è necessario precisare “che non si tratta affatto di una bomba ecologica, bensì solo di pochi rifiuti sparsi su un’ampia superficie, all’insaputa dei proprietari qualche vecchio concio di demolizione, qualche pezzo di eternit della stessa provenienza, vecchi arredi, un frigorifero, vecchi apparecchi igienico-sanitari, qualche pneumatico, bottiglie e barattoli di vetro e alcuni rifiuti solidi urbani, che saranno rimossi dall’amministrazione comunale in collaborazione con la Provincia e che, pur integrando la contravvenzione di abbandono di rifiuti, non giustificano allarme e sono facilmente risolvibili”.

LeccePrima, giova ricordarlo, ha dedicato alla vicenda lo spazio di solito riservato alle tante discariche che purtroppo sono presenti sul territorio salentino, senza alcuna enfasi. Uno scempio come tanti altri insomma, che, naturalmente, non ci si deve comunque stancare di denunciare.

IMG_1237-2“Non crediamo – proseguono Motta e Cillo - che giovi alla corretta informazione dell’opinione pubblica la pubblicazione di notizie allarmistiche che confondono situazioni di degrado del tutto superficiale con situazioni di ben diversa rilevanza, ingiustificatamente richiamate dal riferimento (contenuto in alcuni articoli pubblicati) a 20mila metri quadri colmi di veleni, assolutamente non corrispondente alla realtà”. Intanto nei giorni scorsi si è costituito un comitato contro i veleni e i rifiuti tossici grazie all’adesione di cittadini e varie associazioni. L’obiettivo è quello di interloquire con le istituzioni, ma al contempo di pretendere chiarezza “perché i cittadini hanno diritto di conoscere la verità”. Il comitato ha chiesto un incontro urgente con il prefetto, Giuliana Perrotta, e con il presidente della Provincia, Antonio Gabellone “per illustrare le preoccupazioni delle popolazioni dell’intera provincia, e per chiedere estrema chiarezza su quanto è emerso, affinché venga garantita la tutela della salute dei cittadini”.

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Il comitato è composta dalla sezione provinciale della Lega italiana contro i tumori,  da Legambiente di Casarano, dal Comitato civico “Io conto” di Ugento, da Cittadinanzattiva – Tribunale per i Diritti del Malato, da Libera contro le mafie, presidio di Casarano, dal Centro servizi volontariato, dall’associazione Sos Costa salento di Alessano, dall’associazione Gaia di Corsano, dal Comitato per l’ambiente e la salute di Taurisano, dal comitato supersanese di tutela della salute e dell’ambiente, dal Forum Amici del territorio di Cutrofiano dal Forum Ambiente e Salute, dall’associazione “Punto e a capo” di Vernole e dall’associazione “Idee Insieme” di Casarano oltre che da privati cittadini.

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