Puglia, mare pulito: otto bandiere blu, tre nel Salento

Assegnati i riconoscimenti sul mare pulito: la Puglia sorride con otto bandiere blu, di cui tre in provincia di Lecce, sei nel Grande Salento. Ma si fanno notare soprattutto le "nobili" assenti

Foto di Antonio Castelluzzo.-9
MELENDUGNO - Otto bandiere blu per la Puglia, tre per il Salento (sei considerando il Grande Salento): sono questi i dati che emergono dal riconoscimento assegnato dalla Fee (Federazione per l'educazione ambientale) questa mattina a Roma, nella sede della Regione Lazio. Aumentano i vessilli del mare pulito (ma anche dei servizi eco, delle piste ciclabili, e dell'accessibilità a tutti) in Italia, con 231 spiagge doc, rappresentative di 117 comuni, con quattro in più rispetto allo scorso anno.

A vincere la palma di Regione che fa incetta di bandiere blu, la Liguria, con 17 località premiate, una in più dello scorso anno; seguono, a pari merito, con 16, Marche e Toscana, poi l'Abruzzo con 13 bandiere e la Campania con 12. La Puglia aggancia a quota 8 l'Emilia Romagna, mentre rincorrono il Veneto, con 6, il Lazio con 5, la Sicilia e la Calabria con 4; Friuli Venezia Giulia e Sardegna a quota due, con Basilicata e Molise, fanalini di coda con una sola menzione.

Le otto bandiere blu pugliesi sono state assegnate a Rodi Garganico (Foggia), Polignano a Mare (Bari), Ostuni-Marina di Ostuni (Brindisi), Castellaneta, Ginosa-Marina di Ginosa (Taranto), Castro Marina, Melendugno, Salve (Lecce). Il Salento, dunque, resta leader di questa speciale classifica interna ai territori regionali, ma se, da un lato si riconosce lo straordinario risultato di alcune località marine come Castro, Melendugno e Salve, dall'altra, si registra l'ennesima adunata di grandi escluse: basti pensare a Santa Cesarea Terme, a Nardò, a Gallipoli, ma soprattutto alla perla del Salento, cioè Otranto, che ancora una volta probabilmente scontano l'impreparazione su alcuni servizi connessi al mare pulito e ad una cultura ecosostenibile.

La discussione su questi risultati certamente è destinata ad aprire un lungo dibattito sull'attendibilità dei dati: su alcuni forum, per esempio, si stanno già scatenando delle osservazioni sui criteri di scelta delle località dove piantare il vessillo del mare pulito e su alcune regioni ritenute ampiamente sopravvalutate dal riconoscimento. Chi avrà ragione? E soprattutto che valore dare a queste valutazioni?

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