Pugno in volto per scappare con la radiolina rubata. Arrestato rapinatore

Nei guai un senegalese, dopo una rapina impropria in un negozio cinese di viale Oronzo Quarta. Sul posto le volanti di polizia

LECCE – Un cittadino di nazionalità senegalese, Gningue Sama Alassan, 41enne è finito in carcere con l’accusa di rapina impropria e furto. L’uomo è stato fermato dalle volanti di polizia intorno alle 20,30, mentre si stava allontanando a passo svelto verso viale Gallipoli. Aveva appena raggiunto lo spiazzo della Camera di commercio, quando i poliziotti l’hanno bloccato e portato in questura per accertamenti.

La vicenda risale a pochi minuti prima, quando in un negozio cinese di viale Oronzo Quarta, nei pressi della stazione ferroviaria, un uomo di colore è entrato simulando di essere un cliente interessato. E interessato a qualcosa lo era davvero: una radiolina e alcuni bracciali. Ma, invece di presentarsi alla cassa, ha nascosto tutto sotto un telo da mare, per poi guadagnare subito l’uscita. Notato, però, dal titolare, è stato seguito all’esterno e fermato all'atezza di via Martiri d'Otranto. Il cittadino asiatico ha preteso la restituzione degli oggetti, ricevendo però, in cambio, un pugno in pieno volto che ha provocato una vistosa ferita su un sopracciglio e su uno zigomo.

A quel punto è stato richiesto l’intervento della polizia. Gli agenti, grazie alle descrizioni e alle segnalazioni sulla via di fuga, fornite da un collaboratore del cinese, un dipendente pakistano, hanno fermato il sospettato. Il malcapitato cinese, intanto, è stato medicato presso il pronto soccorso del “Vito Fazzi” di Lecce, dove gli sono stati applicati due punti di sutura. La prognosi è di sette giorni. Il pubblico ministero di turno, Maria Rosaria Micucci, ha disposto l'arresto del senegalese, che è stato accusato anche di un altro episodio. Il cinese, infatti, l'ha riconosciuto anche quale autore del furto del suo iPhone, avvenuto il 27 agosto scorso nello stesso negozio. Da sottolineare come il senegalese sia irregolare in Italia, con decreto d'espulsione emesso dal questore di Roma e precedenti alle spalle per spaccio.

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