Pulizie dell'Università: "aut aut" di Conesp sulla cassa integrazione

Prosegue la trattativa con il consorzio sul licenziamento di 18 lavoratori addetti al servizio. I sindacati insistono nel voler salvare tutti e cento i posti di lavoro e si ragiona della possibile riduzione dell'orario di lavoro

 

LECCE - La trattativa tra sindacati e consorzio Conesp, in merito ai 18 tagli comunicati dall'azienda su un totale di cento e uno addetti alle pulizie per l'Università del Salento, procede in queste ore a ritmo serrato. Il legale rappresentante del consorzio si è seduto al tavolo di concertazione, convocato per le 15 all'Hotel Tiziano di Lecce, con le idee decisamente chiare. Sui licenziamenti precisa che la società ha comunicato la scadenza naturale dei contratti a termine, in modo da tarare la forza lavoro sulle effettive necessità del servizio.

E su questo non ci piove: il monte di 90 mila ore fissato dall'ateneo per le pulizie, nel bimestre aprile - maggio ha determinato un esubero di due mila e novecento ore non lavorate per il primo mese e poco meno (due mila e seicento ore) nel secondo. La coperta, ovunque la si tiri, per questo "poco fortunato" affidamento temporaneo del servizio, risulta troppo corta. E da qualche parte bisognerà tagliare, nella consapevolezza generale che nessuna azienda è nelle condizioni di far beneficenza. Il problema rimane, infatti, a monte: nella riduzione di 32 mila ore sul nuovo capitolato d'appalto predisposto dall'ateneo.

E la discussione tra i sindacati si accende su quale delle due strade sia percorribile: l'attivazione della cassa integrazione in deroga o la via dei percorsi di solidarietà che porterà ad una riduzione dell'orario di lavoro per tutti. In solido, quindi, perchè come puntualizzano Valentina Fragassi di Filcams Cgil e Antonella Perrone di Uiltucs Uil, "bisogna ripartire da tutti e cento i dipendenti rientrati nell'appalto. Nessuno può restare fuori".

L'aut aut posto dall'azienda, d'altra parte, lascia spazio a pochi dubbi: si alla cassa integrazione, a patto di firmare un atto transativo con cui la società, in caso di mancata attivazione degli ammortizzatori sociali, si astiene dal pagare le retribuzioni ed i contributi per il periodo di sua competenza. "Noi non possiamo firmare alcuna liberatoria perchè non è di competenza delle organizzazioni sindacali ed è una questione che riguarda i singoli lavoratori", rispondono i referenti sindacali al tavolo, ribadendo quanto già espresso nell'incontro precedente, saltato proprio per il mancato accordo sulla cassa integrazione.

La direzione unitaria dei sindacati, per il momento, sembra propendere per la salvaguardia di tutti i posti di lavoro, con le conseguenti riduzioni di ore sui contratti: un sacrificio ancora non quantificabile sui modesti stipendi che si aggirano intorno alle 500 euro mensili. Il tutto in vista di un miglioramento possibile nel futuro: quando l'azienda vincitrice dell'affidamento definitivo presenterà il proprio progetto che potrebbe comprendere un arrotondamento sui servizi offerti all'Università.

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