Punta Pizzo, troppo sporco per essere parco naturale

Mentre nelle aule giudiziarie continua la querelle sulla perimetrazione dell'area protetta, turisti e cittadini lamentano lo stato di abbandono di litorale e pinete. Benevenuti nel parco naturale

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Quale dovrebbe essere il requisito numero uno di un parco naturale, se non quello di presentarsi integro e intonso da cementificazioni selvagge e rifiuti di ogni sorta e genere? Questo in teoria...Perchè nella pratica quotidiana e nella storia passata ma, purtroppo, anche recente del litorale di Punta Pizzo a Gallipoli, l'area naturale protetta si presenta agli occhi di turisti e visitatori, (ma anche dei "sensibili" sostenitori dell'ambientalismo convinto) in una condizione a dir poco precaria. Il parco naturale gallipolino non gode di buona salute. E non certo per colpe proprie. Soprattutto se chi ci si addentra pensa ancora (e poi agisce sulla scorta di tale convinzione) di poter fare il bello e cattivo tempo, e magari lasciare, impunito, più di un sacchetto trasbordante di rifiuti quale segno tangibile del proprio e incivile passaggio. Mettiamoci poi che già l'iter per arrivare alla definizione del Parco naturale è stato a dir poco tribolato; mettiamoci che la mancata attivazione dell'Ente gestore del Parco Naturale "Isola di Sant'Andrea-Litorale di Punta Pizzo" ha fatto si che l'ampia zona di salvaguardia rimanesse ancora oggi una zona franca incontrollabile al di là della segnaletica di indicazione e delle staccionate in legno di tutela e delimitazione delle dune del litorale sud. Mettiamoci che il servizio di nettezza urbana e di raccolta dei rifiuti continua a "mortificare" una città turistica quale si attesta la cittadina ionica (e quindi figurarsi se si può auspicare una pulizia a tappeto delle aree pinetate o del litorale sabbioso). E si potrebbe continuare all'infinito....

Ma la realtà dei fatti è anche un'altra. Non solo quella burocratica e giudiziaria che vede impegnate le forze dell'ordine a contrastare le edificazioni selvagge nella zona di Lido Pizzo e, su un altro versante, proseguire il contenzioso giudiziario tra chi contesta lo stralcio del Piano regolatore e la perimetrazione dell'area protetta e chi invece, come il Comune e la Regione, difendono la loro azione di tutela. C'è la realtà vissuta dei cittadini e dei turisti che vorrebbero che quel Parco fosse finalmente tutelato a dovere. Che fosse pulito e rigoglioso come merita. Che fosse in buona sostanza un parco naturale con la P maiuscola. La sollecitazione giunge anche da un lettore, gallipolino doc che per motivi di lavoro e personali, spesso, ridiede in quel di Biella. E che quando è di ritorno nella sua amata terra non disdegna escursioni rigeneranti nel patrimonio naturalistico in riva allo Ionio. Non senza rammarico e disdegno però, quando lo scenario che si incontra è quello denunciato anche dai suoi scatti "digitali" inequivocabili. Con una didascalia che si scrive da sola: "il litorale di Punta Pizzo in quelle condizioni è una vergogna!".

E ancora: "Archiviata ormai l'estate e la pessima figura che Gallipoli ha fatto agli occhi dei turisti in tutti i Campi" ci scrive Marco D'Amore, "mi permetto di scrivere solo ora dopo che ripetutamente vedo e leggo anche sul vs quotidiano, farneticazioni gravi, e non da parte vostra, sulla questione del Parco di Gallipoli, meglio dire pseudo-parco. Ritengo che sia giusto e che sia un bel segnale pubblicare le foto da me scattate cinque giorni fa all'interno dello pseudo-parco durante una passeggiata rivitalizzante che tale però non è stata visto lo scenario che mi si è presentato agli occhi miei e di mia figlia. Puntualizzo che il mio non è un problema politico, non giudico nessuno ma quando è troppo è troppo. Fermo restando che è da condannare chi compie il gesto vandalico lasciando rifiuti ovunque e ancor di più da condannare chi, per interessi più o meno oscuri al cittadino medio, ‘crea' un parco improbabile e poi permette che succeda tutto quello che viene raffigurato nelle mie foto. E' una vergogna! E' una vergogna che i nostri amministratori non facciano nulla per evitare ciò, è da anni che quella zona versa in quelle condizioni.. E pensare che li c'è il mare più bello di Gallipoli e non solo". E se in effetti non giova a nessuno che il parco naturale di Punta Pizzo continui a languire in questa maniera (avvalorando di fatto anche qualche illazione sugli interessi in campo, o meglio in....parco) sarebbe ora che Gallipoli operasse a tutti i livelli affinché l'agognato e ricercato riconoscimento di patrimonio dell'Unesco faccia da subito rima con....pulisco!

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