Punta Pizzo, troppo sporco per essere parco naturale

Mentre nelle aule giudiziarie continua la querelle sulla perimetrazione dell'area protetta, turisti e cittadini lamentano lo stato di abbandono di litorale e pinete. Benevenuti nel parco naturale

3-4
Quale dovrebbe essere il requisito numero uno di un parco naturale, se non quello di presentarsi integro e intonso da cementificazioni selvagge e rifiuti di ogni sorta e genere? Questo in teoria...Perchè nella pratica quotidiana e nella storia passata ma, purtroppo, anche recente del litorale di Punta Pizzo a Gallipoli, l'area naturale protetta si presenta agli occhi di turisti e visitatori, (ma anche dei "sensibili" sostenitori dell'ambientalismo convinto) in una condizione a dir poco precaria. Il parco naturale gallipolino non gode di buona salute. E non certo per colpe proprie. Soprattutto se chi ci si addentra pensa ancora (e poi agisce sulla scorta di tale convinzione) di poter fare il bello e cattivo tempo, e magari lasciare, impunito, più di un sacchetto trasbordante di rifiuti quale segno tangibile del proprio e incivile passaggio. Mettiamoci poi che già l'iter per arrivare alla definizione del Parco naturale è stato a dir poco tribolato; mettiamoci che la mancata attivazione dell'Ente gestore del Parco Naturale "Isola di Sant'Andrea-Litorale di Punta Pizzo" ha fatto si che l'ampia zona di salvaguardia rimanesse ancora oggi una zona franca incontrollabile al di là della segnaletica di indicazione e delle staccionate in legno di tutela e delimitazione delle dune del litorale sud. Mettiamoci che il servizio di nettezza urbana e di raccolta dei rifiuti continua a "mortificare" una città turistica quale si attesta la cittadina ionica (e quindi figurarsi se si può auspicare una pulizia a tappeto delle aree pinetate o del litorale sabbioso). E si potrebbe continuare all'infinito....

Ma la realtà dei fatti è anche un'altra. Non solo quella burocratica e giudiziaria che vede impegnate le forze dell'ordine a contrastare le edificazioni selvagge nella zona di Lido Pizzo e, su un altro versante, proseguire il contenzioso giudiziario tra chi contesta lo stralcio del Piano regolatore e la perimetrazione dell'area protetta e chi invece, come il Comune e la Regione, difendono la loro azione di tutela. C'è la realtà vissuta dei cittadini e dei turisti che vorrebbero che quel Parco fosse finalmente tutelato a dovere. Che fosse pulito e rigoglioso come merita. Che fosse in buona sostanza un parco naturale con la P maiuscola. La sollecitazione giunge anche da un lettore, gallipolino doc che per motivi di lavoro e personali, spesso, ridiede in quel di Biella. E che quando è di ritorno nella sua amata terra non disdegna escursioni rigeneranti nel patrimonio naturalistico in riva allo Ionio. Non senza rammarico e disdegno però, quando lo scenario che si incontra è quello denunciato anche dai suoi scatti "digitali" inequivocabili. Con una didascalia che si scrive da sola: "il litorale di Punta Pizzo in quelle condizioni è una vergogna!".
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

E ancora: "Archiviata ormai l'estate e la pessima figura che Gallipoli ha fatto agli occhi dei turisti in tutti i Campi" ci scrive Marco D'Amore, "mi permetto di scrivere solo ora dopo che ripetutamente vedo e leggo anche sul vs quotidiano, farneticazioni gravi, e non da parte vostra, sulla questione del Parco di Gallipoli, meglio dire pseudo-parco. Ritengo che sia giusto e che sia un bel segnale pubblicare le foto da me scattate cinque giorni fa all'interno dello pseudo-parco durante una passeggiata rivitalizzante che tale però non è stata visto lo scenario che mi si è presentato agli occhi miei e di mia figlia. Puntualizzo che il mio non è un problema politico, non giudico nessuno ma quando è troppo è troppo. Fermo restando che è da condannare chi compie il gesto vandalico lasciando rifiuti ovunque e ancor di più da condannare chi, per interessi più o meno oscuri al cittadino medio, ‘crea' un parco improbabile e poi permette che succeda tutto quello che viene raffigurato nelle mie foto. E' una vergogna! E' una vergogna che i nostri amministratori non facciano nulla per evitare ciò, è da anni che quella zona versa in quelle condizioni.. E pensare che li c'è il mare più bello di Gallipoli e non solo". E se in effetti non giova a nessuno che il parco naturale di Punta Pizzo continui a languire in questa maniera (avvalorando di fatto anche qualche illazione sugli interessi in campo, o meglio in....parco) sarebbe ora che Gallipoli operasse a tutti i livelli affinché l'agognato e ricercato riconoscimento di patrimonio dell'Unesco faccia da subito rima con....pulisco!

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Incidente sul lavoro, muore a 35 anni schiacciato da una macchina saldatrice

  • Intervento di riduzione dello stomaco, muore in casa dopo un malore

  • Cinque tamponi positivi al Covid-19, due per residenti in provincia di Lecce

  • Fra serra e casa una piccola fabbrica della marijuana: arrestato

  • Tenta rapina nel market, ma il cassiere reagisce. Arrestato dopo la fuga

  • Spaccio di stupefacenti, armi e rapine, in 23 davanti al giudice

Torna su
LeccePrima è in caricamento