Quattro cani randagi trovati morti: “Sono stati avvelenati”. Indignazione sul web

Scoperta raccapricciante nel pomeriggio di ieri da parte di alcuni volontari. I meticci girovagano da alcuni mesi tranquillamente nei pressi del passaggio a livello

GALLIPOLI - Le immagini e la storia sono alquanto raccapriccianti e in queste ore stanno alimentando le reazioni più disparate e intrise di disapprovazione anche sul web e soprattutto sui social. Nella  giornata di ieri infatti alcuni volontari e amanti degli animali gallipolini si sono recati come di consueto nella zona adiacente il passaggio a livello di via Scalelle, lungo la direttrice comunale che porta poi verso Alezio, e qui hanno fatto un’amara scoperta: alcuni meticci randagi sono stati trovati senza vita. Con tutta probabilità sono stati avvelenati da qualcuno.

Le condizioni in cui sono stati ritrovati quattro di cinque randagi, che ormai da mesi si aggiravano in quella zona, e che comunque non hanno mai creato alcun disagio, non lasciano infatti dubbi: qualcuno ha lanciato verso gli animali qualche alimento intriso di topicida o altro veleno che una volta ingerito non ha lasciato scampo alle povere bestiole. Dalle prime ipotesi sembrerebbe che i cani, dopo essere stati avvelenati, siano poi stati trascinati nei pressi della zona del passaggio a livello nel tentativo forse di allontanarli dalla zona incriminata o forse come un maldestro tentativo di far credere ad un investimento collettivo da parte di un treno o di qualche mezzo di passaggio. Una crudeltà gratuita e un gesto inqualificabile: per Luna, Stella, Billy e un altro meticcio a cui ancora non era stato dato un nome una morte cagionata dall’insensibilità umana di chi forse ignora anche che è incappato in un reato punibile penalmente. Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da 4 mesi a 2 anni sentenzia infatti l’articolo 544 bis del codice penale.

Dal fattaccio di via Scalelle si è salvato solo un altro meticcio, Lupo, che schivo e diffidente per natura stavolta ha fatto sicuramente bene a non fidarsi di chi gli ha offerto, così come ha fatto ai suoi compagni di sventura, quel cibo o quelle polpette avvelenate. Ora Lupo, che deve aver assistito anche alla terribile fine degli altri cani con i quali condivideva gli spazi periferici nelle immediate vicinanze della strada ferrata di via Scalelle, è visibilmente intimorito e ancor più diffidente. Alcuni volontari (che nei mesi scorsi avevano provveduto anche a sterilizzare Luna e Stella), si sono presi cura di lui, come da circa un anno a questa parte è stato fatto per tutto il piccolo branco mansueto di quella zona rifornito di acqua, cibo e crocchette. Ma il timore più grande è ora quello che anche Lupo, unico superstite, possa incappare in una nuova trappola mortale. Per questo tramite i canali social è stata lanciata anche una campagna di sensibilizzazione e l’invito a farsi avanti per l’adozione del meticcio.                                           

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