Rapina e incendio a Scommettendo.it, patteggia tre anni e mezzo

Vito Vitale, 25enne di Arnesano, era accusato insieme ad un complice mai identificato di aver assaltato e dato alle fiamme l'attività commerciale di via Oberdan. Fu arrestato a giugno dalla squadra mobile di Lecce

Foto di Giulio Paliaga (tutti i diritti riservati).
LECCE - Ha patteggiato una pena a 3 anni e mezzo di reclusione Vito Vitale, 25enne di Arnesano, accusato della rapina messa a segno la sera del 28 aprile scorso,ai danni del centro di scommesse sportive "Scommettendo.it" al civico 108 di via Oberdan, nel pieno centro di Lecce, gestito dal 45enne Maurizio De Luca. Una rapina anomala culminata, però, con l'incendio del locale, tanto da provocare seri danni alla struttura interna. Il titolare, cardiopatico, colto da malore, fu condotto in ospedale per accertamenti. Il complice non è mai stato individuato. La sentenza nei confronti dell'imputato, assistito dall'avvocato Laura Minosi, è stata emessa dal gup Ines Casciaro.
 
vito vitale-2Vitale fu poi arrestato a giugno. La squadra mobile di Lecce, guidata dal vicequestore aggiunto Michele Abenante, lo identificò sulla base di vari elementi. A partire da un telefono cellulare, ritrovato sulla scena del crimine. L'ordinanza di custodia cautelare fu emessa dal gip presso il Tribunale di Lecce Vincenzo Brancato, su richiesta del procuratore aggiunto Antonio De Donno. Vitale era accusato di estorsione e rapina in concorso (lui e il complice, con volti coperti, avrebbero costretto il proprietario a farsi consegnare circa mille e 500 euro), d'incendio, per aver dato alle fiamme il locale e di detenzione e porto in luogo pubblico di una pistola, l'arma usata per minacciare De Luca.
 
Quella sera, quando la polizia giunse sul posto, il proprietario, prima di essere condotto in ospedale da un'ambulanza del 118, a causa di un infarto in corso, diede una sommaria descrizione dei fatti. Spiegò di aver subito una rapina da due individui, entrambi con i volti coperti da un casco integrale. Uno dei due, aggiunse, era anche armato di pistola. Preso l'incasso della giornata, prima di allontanarsi a bordo di uno scooter di grossa cilindrata, i malviventi fecero però qualcosa di particolare, non certo abituale per una comune rapina: cosparsero la sala con del liquido infiammabile, appiccando il fuoco all'intero locale. Le fiamme furono domate dai pompieri del comando provinciale. La polizia scientifica eseguì i rilievi.
 
Procura-115-6L'oggetto che diede da subito impulso all'indagine fu trovato sul marciapiede, nelle vicinanze del locale: un telefono cellulare dual-sim. Uno dei due intestatari risultò proprio Vito Vitale, giovane di Arnesano. L'altro, una persona ritenuta estranea ai fatti. La polizia eseguì due perquisizioni domiciliari, presso Vitale e l'altro intestatario. Quest'ultimo fornì un alibi inattaccabile e la perquisizione non fece emergere nulla di particolare. Condotto in questura, confermò semplicemente di aver attivato una delle due schede telefoniche. Diversa, invece, la posizione di Vitale, inizialmente irreperibile. Le ricerche continuarono senza sosta fino al giorno successivo, anche presso l'abitazione di una sua conoscente e nei locali pubblici solitamente da lui frequentati. Senza esito. Tornati nell'abitazione di Vitale, la madre riferì agli agenti di aver provato a chiamarlo sull'utenza telefonica (coincidente con quella della sim rinvenuta sul luogo del fatto), senza riuscire ad avere sue notizie.
 
Acquisiti i tabulati, gli investigatori della squadra mobile, attraverso l'analisi delle celle impegnate e della durata delle conversazioni, riuscirono ricostruire gli spostamenti di Vitale in corrispondenza dell'ora della rapina. Il 25enne si sarebbe spostato dalla sua abitazione giungendo, verso le 20.15, in via Oberdan, proprio nei pressi della sala giochi incendiata. Le circostanze che permisero di puntare l'indice verso Vitale fuorno dunque diverse: il cellulare rinvenuto a pochi metri dal locale preso di mira, con la sua scheda all'interno (l'apparecchio, probabilmente, è stato smarrito nel corso della concitata fuga); il percorso individuato con l'analisi delle celle; la circostanza che Vitale non abbia sporto denuncia di smarrimento del telefonino; la descrizione fisica degli autori della rapina, fornita sia da De Luca, sia da altri testimoni, compatibili con le caratteristiche fisiche e somatiche del giovane.
 

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