Assalto con pistole e kalashnikov dentro Gls, colpo da oltre 24mila euro

Caccia a una banda di quattro uomini che ha assalito la società di spedizioni della zona industriale. Erano incappucciati. Fuggiti in una Giulietta nera

LECCE – Freddi, decisi, impassibili. E armati fino ai denti. Due di pistola, uno di un AK47. Il classico kalashnikov. Non certo un buon segnale, se la criminalità locale si sta dotando anche di armi d’assalto. Lo impugnava ben saldo quello che in apparenza era il capo. Il più alto e massiccio dei tre, un maglione scuro e una camicia sotto, vestito come un uomo qualunque, se non avesse indossato un cappuccio nero. Identico a quello dei suoi due complici, più magri e di altezza media. 

Avevano una Giulietta nera

I complici, appunto. Uno aveva un maglioncino attillato blu, l’altro con una felpa sportiva bianca e verde, un vistoso numero 6 stampato dietro e pantaloni mimetici. Una sorta di commando  composto, però, da almeno quattro soggetti, volendo annoverare anche chi li ha attesi all’esterno, al volante di una scattante Alfa Giulietta nera con motore acceso. Il pilota pronto a dare gas per la spericolata fuga finale.

Questi gli identikit dei malviventi che hanno pianificato e messo a segno attorno alle 20 di oggi una rapina ai danni della sede leccese della società di spedizioni Gls di viale Grecia, nella zona industriale. Non certo il primo colpo, nell’immensa area, cerniera fra Lecce e Surbo. Ma, sicuramente, uno dei più corposi degli ultimi tempi. Bottino finale, 24mila e 500 euro. I soldi custoditi nelle cassaforti. Incassi della giornata.

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Tutto studiato nel dettaglio, il colpo. L’arrivo poco prima della chiusura dello stabilimento, l’irruzione negli uffici amministrativi, ai piani superiori. Hanno tenuto il titolare sotto il tiro delle armi, sequestrandolo letteralmente nella sua stanza, e si sono fatti consegnare le chiavi di due forzieri contenenti i soldi. Poi, la fuga sull’Alfa nera.

Indagini dei carabinieri

La chiamata alle forze dell’ordine è partita subito. Carabinieri del Nucleo operativo radiomobile e Sezione volanti di polizia sono arrivati in pochi minuti. I militari, che hanno avocato a sé le indagini, hanno anche coordinato le ricerche in tutto l’hinterland, e in particolare a nord del capoluogo. Sul posto, per le indagini, si è precipitato anche il comandate della compagnia leccese dell’Arma, il capitano Flavio Pieroni. La caccia alla banda è aperta. Soggetti salentini, stando agli accenti. Sono al vaglio le videocamere. Quelle interne hanno ripreso molti dettagli dell'irruzione.

Non si contano quasi più, ormai, le rapine gli ultimi tempi nel Salento (e in particolare proprio nell’hinterland di Lecce), anche se perlopiù si tratta di episodi “mordi e fuggi” ai danni dei classici obiettivi, come aree di servizio, tabaccherie, discount. Mentre il colpo di stasera sembra di livello più elevato, come target e metodo. Forse, con qualche “esperimento” preparatorio già nelle settimane precedenti. Alcuni aspetti, come numero di soggetti e zona scelta, rimandano alla rapina della sera del 26 settembre scorso ai danni dello store cinese Kasawika.

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