Rapinarono il centro scommesse, in appello ridotte le condanne per due

Confermata la pena per l'assalto alla “Goldbet” di Casarano, ma assolti entrambi dalla resistenza a pubblico ufficiale

LECCE – Erano stati accusati di essere due dei tre rapinatori del centro scommesse “Goldbet” di Casarano, in viale Ferrari, colpo avvenuto nel gennaio del 2018 e per questo condannati in primo grado, in abbreviato, Josef Antonio Crisigiovanni, 24enne, a sei anni, due mesi e mille e 600 euro di multa e Luigi De Micheli, 27enne, a quattro anni e due mesi e mille e 100 euro di multa. Inoltre, erano stati interdetti ai pubblici uffici, il primo in perpetuo, il secondo per cinque anni. Tutto questo perché, oltre al reato di rapina aggravata in concorso, il giudice li aveva condannati anche per resistenza a pubblico ufficiale.

Ma, dopo aver ricorso in appello, la pena è stata rideterminata in modo sostanziale: tre anni e due mesi per entrambi. I giudici, infatti, ribadendo la loro colpevolezza per la rapina, li hanno comunque assolti dal reato di resistenza a pubblico ufficiale “perché il fatto non sussiste”, concedendo loro le circostanze attenuanti generiche equivalenti alle aggravanti contestate. Nel riformulare la sentenza, la multa è passata per tutti e due a 800 euro e, nel caso di Crisigiovanni, l’interdizione ai pubblici uffici non sarà più perpetua, ma di cinque anni. 

WhatsApp Image 2018-01-15 at 13.00.26-2-2-2La rapina era stata consumata il 14 gennaio dello scorso anno. Oltre a Crisigiovanni e De Micheli, entrambi casaranesi, i carabinieri avevano fermato nell’occasione anche un giovane di Racale, oggi 22enne. Circa mille e 500 euro il bottino racimolato, dopodiché, stando alle ricostruzioni dei militari della compagnia locale, la banda era fuggita a bordo di una Fiat Grande Punto, intestata alla madre del ragazzo più giovane, piuttosto riconoscibile per via del colore insolito, celeste chiaro. Un dettaglio non sfuggito ai testimoni e poi rivelatosi fondamentale per rintracciare il gruppo.

Le ricerche, infatti, erano scattate subito in tutto il circondario e, circa un quarto d’ora dopo la rapina, i tre erano stati avvistati dai carabinieri della vicina Melissano. Ne era nato un tallonamento, durato alcuni chilometri. Ma alla fine, raggiunti, si erano arresi. De Micheli aveva in tasca i contanti rapinati, in auto vi erano i passamontagna e gli scalda collo usati per celare i volti, ma le pistole erano state nascoste in un muretto a secco in mezzo a una zona di campagna. In caserma, uno de tre accusati (il racalino, che rispetto agli altri, che hanno scelto l'abbreviato ha in seguito patteggiato) aveva fornito le indicazioni per rintracciarle. Erano così state sequestrate due scacciacani prive di tappo rosso.

Davanti alla sezione unica penale della Corte d'appello di Lecce, Crisigiovanni è stato difeso dall’avvocato Cosimo D’Agostino, mentre De Micheli dall’avvocato Luca Puce.

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