Brianza, rapine spacciandosi per carabiniere. Nei guai salentino

Un uomo ha messo a segno una decina di colpi nei comuni della provincia di Monza, per poi rientrare nel paese d'origine. Identificato dai carabinieri di Desio, è stato segnalato ai colleghi salentini. Ieri è stato arrestato

Foto di repertorio (tutti i diritti riservati)

MINERVINO DI LECCE - Un filo investigativo sottile, ma lungo oltre mille chilometri, quello tra Monza e Maglie. Che, però, ha permesso ai militari dell'Arma della cittadina salentina, in collaborazione con i colleghi della compagnia di Desio, di stanare un presunto rapinatore seriale. Rosario Lanzilao, 45enne originario di Minervino di Lecce, ma residente a Paderno Dugnano, nella recente provincia di Monza e della brianza, che aveva raggiunto già dall'età di 19 anni, avrebbe messo a segno nove rapine accertate, nel periodo compreso tra i mesi di settembre e ottobre 2011.

Nel primo episodio, il 6 settembre, fingendosi un carabiniere, dopo essersi impossessato dei cellulari, ha anche preteso la Toyota Yaris sulla quale viaggiavano le vittime. Con l'aiuto d un complice, entrambi armati, hanno concluso con successo il colpo, preparando quello successivo. A distanza di neppure una settimana , infatti, Lanzilao è passato nuovamente all'attacco. Col volto travisato, pistola in mano, ha  sottratto i telefonini ad alcuni passanti, e contanti. Una scena che poi si è ripetuta alcuni giorni dopo, in più occasioni, arrivando persino a spacciarsi per un poliziotto. Eseguiti nelle zone di Desio, Cusano, Milanino, Paderno Dugnano, Nova Milanese e Varedo, i colpi sono stati messi a segno ai danni di cittadini della zona  fino a quando, lo stesso autore, deve essersi reso conto di aver abbondato, esagerando, con le quantità delle rapine, tanto da far rientro nel suo borgo natale, dove ha preso in affitto un'abitazione.

LANZILAO ROSARIO-2Ma l'attività investigativa dei carabinieri lombardi, che hanno avviato una serie di ricostruzioni scrupolose per ricostruire l'identità dell'uomo. Il rapinatore seriale, infatti, con una mossa tutt'altro che furba, ha pensato bene di disfarsi del bottino, telefoni cellulari in primis, vribendendoli ad alcuni individui del posto. Interrogati dagli inquirenti, i residenti hanno indicato sempre il nome di Lanzilao, facilitando le operazioni dei militari.Lo scambio di informazioni con i colleghi di Maglie, coordinati dal maggiore Andrea Azzolini, è stato  a quel punto immediato. Intervenuti nell'abitazione dell'uomo, gli uomini in divisa hanno potuto procedere co l'arresto di Lanzilao, condotto presso il carcere Borgo San Nicola di Lecce.

 

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