Attendono il direttore, arrivano i carabinieri: banda colta sul fatto

Tre uomini sono stati arrestati nell'ufficio postale di Cannole. Avevano praticato un foro nel muro perimetrale ed erano in attesa dell'arrivo del responsabile della filiale per rapinarlo

I carabinieri davanti all'ufficio postale di Cannole.

CANNOLE – Tutto nasce da Caprarica di Lecce. Foro nel muro di notte, entrata sulla scena “trionfale” dei rapinatori al mattino, direttore della filiale delle Poste e dipendenti colti di sorpresa e sotto choc. E via con il bottino.

E’ proprio da quell’episodio di fine gennaio che prende il via un’indagine dei carabinieri delle due Sezioni della compagnia di Lecce, quella operativa e quella radiomobile, complessa e logorante, con pedinamenti, raffronti incrociati, controlli e verifiche. Già, perché il sospetto era che la banda venisse da fuori provincia. E più scorreva il tempo, più si delineava un quadro da contorni nitidi. Fino a far scattare quella trappola che suona quasi da contrappasso dantesco. Cioè, allo stesso modo, sfruttando l’effetto sorpresa. Ovvero, consentendo alla banda di trovare il luogo da assaltare, questa volta l’ufficio postale di Cannole, forare il muro e attendere l’alba. Per poi passare alla retata prima che ci si consumasse la rapina. Un’operazione ribattezza “Laundry Wall”.

Gli arrestati vengono da Brindisi

Non se la caveranno facilmente, Giuseppe Roberto Niccoli, 61enne di Brindisi, Salvatore Quinto, 53enne di Brindisi e  Oronzo Sgura, 57enne di Ostuni. Le accuse piombate loro addosso sono di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di rapine, ricettazione di autovettura rubata e violazione di domicilio aggravata. Speravano di fare il colpo grosso per una Pasqua in grande stile. Ma la sorpresa, nell’uovo, aveva questa mattina la forma e le divise dei carabinieri, pronti a trascinarli in carcere.  

CANNOLE 2-3Durante questi mesi di indagini, i carabinieri hanno individuato alcune autovetture in uso alla banda. Seguendone gli spostamenti, si sono ricostruiti alcuni movimenti sospetti sul territorio. I classici sopralluoghi per studiare una scena e capire se fosse possibile mettere a segno una rapina. E che una rapina fosse in procinto di avvenire, i militari l’hanno intuito quando ieri sera hanno notato una delle autovetture tenute sotto controllo dentro Cannole. Proprio vicino all’ufficio postale.

Attivatisi subito, i carabinieri hanno scoperto in breve che i tre erano poco prima riusciti a entrare in una casa disabitata, confinante con l’ufficio postale, e a realizzare un grosso foro nel muro perimetrale, per poi allontanarsi. Una sorta di tunnel per accedere direttamente nell’ufficio. Senza che nessuno si accorgesse di nulla, l’edificio è stato accerchiato silenziosamente dai militari della compagnia di Lecce, che hanno ricevuto il supporto dei colleghi della stazione di Bagnolo del Salento. I quali, qualche ora dopo, hanno potuto ben dire di aver già dato il battesimo di fuoco alla propria, nuova caserma, fresca d’inaugurazione.  

Il blitz finale: tutti colti di sorpresa

La parte finale del piano è scattata intorno alle 5,30 del mattino, quando i tre sono tornati sul posto. Hanno parcheggiato una Lancia Y (auto risultata rubata) vicino all’ufficio postale, con direzione di fuga verso Palmariggi. Poi, due dei componenti del gruppo sono entrati nell’abitazione confinante, mentre il terzo è rimasto fuori a bordo di un’autovettura “pulita”, per fare da “palo”.

Intorno alle 7,45 il “palo” si è improvvisamente spostato. E sono spuntati i carabinieri, che l’hanno bloccato. A bordo dell’auto aveva una ricetrasmittente utilizzata per comunicare con gli altri due all’interno dello stabile.

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Dopo pochi minuti è sopraggiunto il direttore dell’ufficio postale che ha regolarmente aperto la porta facendo ingresso all’interno. A quel punto, è scattato il blitz finale dei carabinieri, per impedire la rapina. I militari hanno fatto irruzione nella casa confinante sorprendendo i complici dell’uomo già catturato, mentre stavano per attraversare il buco nel muro. Avevano passamontagna, una radiotrasmittente simile a quella sequestrata al “palo” e una pistola, risultata un giocattolo. Il brutto tiro, questa volta, è rimasta solo un’intenzione. Le facce stupite, sotto il pallido sole di un mattino uggioso, erano proprio le loro.

FOTO MATERIALE SEQUESTRATO AI RAPINATORI DI CANNOLE 1-2

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